giulia pilota nuovo video

Qualche giorno fa ha fatto molto parlare la vicenda di Giulia Jasmine Schiff, la 20enne di Mira (Venezia) che ha denunciato di essere stata picchiata ed umiliata in occasione di un “battesimo del volo”, rito avvenuto al suo superamento della prima prova di volo da solista, alla fine del tirocinio di volo che la ragazza, sergente pilota all’accademia di volo di Pozzuoli, aveva frequentato. Ora, un nuovo video rende la vicenda ancora più complessa da interpretare.

Il “battesimo del volo”

Nel video, si vedeva un gruppo di commilitoni frustare, picchiare e usare come un ariete la ragazza, che alla fine del rito era scoppiata a piangere ed in seguito aveva denunciato il tutto.

Ora, la famiglia di Giulia ha denunciato il fatto che, dopo le proteste della ragazza, per lei la vita all’interno dell’accademia era stata insopportabile: veniva spesso messa in punizione, subiva piccole ripicche, ed infine era stata espulsa per “insufficiente attitudine militare”. Per la giovane e la sua famiglia, l’accademia aveva voluto “vendicarsi” delle proteste e le denunce della ragazza. Per l’accademia, coinvolta nel processo penale, la recente denuncia di Giulia sarebbe solo un modo per vendicarsi dell’espulsione subita.

pilota volo militare

Coinvolta in un nuovo video

Un nuovo video sembrerebbe però complicare, ora, la posizione di Giulia. Nel video si vede la sergente pilota frustare un commilitone, che sta subendo lo stesso rito che ha subìto lei. Si tratta di un video di circa 11 secondi, molto più breve dunque di quello in cui la vittima è la ragazza (che dura più di un minuto). È l’avvocato Massimiliano Strampelli, che difende Giulia nel processo, a dare una spiegazione rispetto a questo nuovo video: “Si tratta della vendetta di chi è stato accusato.

Un video suggestivo ad opera evidentemente di uno degli indagati per screditare la credibilità di Giulia. Giulia non ha mai partecipato veramente ad alcun rito: ha sempre tenuto un atteggiamento simulatorio per non incorrere nella denigrazione ed emarginazione dei propri colleghi”. Il Corriere ha poi riportato la versione della stessa Giulia, che ha detto: “Stanno cercando di screditarmi ma la verità è che fingevo di stare al gioco. Io so come stanno le cose e non permetterò che continuino a reprimermi”.

La sua, dichiara la ragazza, è stata una presenza marginale, motivata solo dalla volontà di non essere esclusa dal gruppo: “La mia partecipazione era esigua, simulata e limitata a un minimo di coesione con il gruppo. Speravo così che quando sarebbe arrivato il mio turno, anche gli altri si sarebbero contenuti”.

Guarda il video:

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