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BRESCIA- C’è un fermo per la morte della donna ritrovata carbonizzata nel bosco di Ebrusco. Si tratta di una donna che potrebbe essere la mandante dell’omicidio.

Stando alle prime ipotesi, pare che il movente sia da ricondurre a fatti passionali. L’indiziata è stata a lungo interrogata dagli inquirenti, dopo il ritrovamento e l’identificazione del cadavere. 

I fatti

Dallo scorso giovedì 17 gennaio non si avevano più notizie di Stefania Crotti, questo il nome della vittima. A denunciarne la scomparsa è stato il marito della 42enne residente a Gorlago, in provincia di Brescia.

Poi nella giornata di venerdì, un ciclista che attraversava la zona di Ebrusco ha denunciato il ritrovamento di un corpo di donna carbonizzato.

Il corpo di Stefania al momento del ritrovamento

Quest’oggi è giunta la notizia dell’identificazione, che ha confermato le prime ipotesi che si trattasse della Crotti, suggerite dagli anelli e dalla fede incisa, ritrovati sul cadavere. Sulla fede chiari nome del marito e la data delle loro nozze avvenute nel 2002.

Delitto passionale

In attesa dell’autopsia è giunta questa sera la notizia di un primo fermo. Si tratta di un’altra donna, Chiara Alessandri, di 44 anni.

Secondo gli inquirenti che hanno fermato ed interrogato la 44enne, quest’ultima potrebbe essere responsabile, nonché la mandante, dell’omicidio di Stefania Crocchi.

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Stefania Crotti. Fonte foto: Bergamo News

Alcune fonti parlano di delitto passionale. Pare infatti che la Alessandri avesse una storia d’amore clandestina con il marito della vittima. Il marito della Crotti, che ha trascorso la giornata in caserma, sottoposto a lungo interrogatorio, è stato definito dagli investigatori estraneo ai fatti. Un altro uomo è stato sentito dagli agenti del comando provinciale di Brescia.

Questa sera, intorno alle 20.30, la comunità di Gorlago si è ritrovata nella parrocchia cittadina per una veglia di preghiera in memoria di Stefania.