Scossa di terremoto ad Amatrice di magnitudo 3.6

Ad Amatrice, l’atmosfera è tesa, e non sbollì. in tutti i Pesi distrutti dal terremoto in Centro Italia, gli animi sono ormai allo stremo e adesso sono i sindaci a pararsi di fronte al governo per chiedere l’estremo aiuto, minacciando di dimettersi se le cose non cambieranno e se non arriveranno più aiuti alle persone rimaste senza casa.

L’ultima spiaggia per Amatrice

A far sentire la sua voce, in particolare, è il neo Sindaco di Amatrice, Filippo Palombini, che ha sostituito il noto Sergio Pirozzi ad Amatrice. Palombari, ai microfoni di Stasera italia, ha espresso tutta la sfiducia accumulata in mesi di attese, nella speranza che finalmente su Amatrice i governi accendessero un faro di attenzione, mentre c’è sempre e solo stato buio.

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Filippo Palombini

“Siamo stanchi,” dice Filippo Palombini, che alla guida di Amatrice ha sostituito il sindaco-simbolo del sisma, Sergio Pirozzi. Secondo Palombini, i governi hanno sempre “preferito” oltre emergenze ad Amatrice, ed è successo anche dopo le ultime elezioni del 4 marzo 2018: “Noi abbiamo pagato la scarsa attenzione quando c’è stato Genova, quando c’è stato Catania, abbiamo vissuto emendamenti messi in decreti che non ci riguardano”.

Ora servono provvedimenti

Ora, l’ultima carta da giocare, la più estrema, è l’annuncio delle dimissioni di tutti i sindaci dei paesi colpiti dal sisma: “Ho detto che saremmo forse costretti a dimetterci, sono passati 8 mesi e abbiamo aspettato con pazienza, ora dobbiamo passare ai fatti”. Sono durissime ed estreme anche le parole che dice il Sindaco, soprattutto quando parla dei provvedimenti desiderati: “Parliamo di quelle cose che a noi danno fiducia, che a noi fanno crescere. Se questa richiesta non è ascoltata, veniamo a Roma e riportiamo le fasce.

Non è una minaccia di cattiveria o politica, è una resa”.

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Il Sindaco Palombini