Di Battista: tagli ai politici e a Vespa e Fazio

Alessandro Di Battista ha scritto su Facebook che è arrivato il momento di tagliare sui costi della politica e di adeguare gli stipendi di Bruno Vespa e Fabio Fazio al limite imposto dall’articolo 9 della legge 198/26 ottobre 2016 che impone come tetto massimo 240mila euro di compenso annuo a dipendenti, collaboratori e consulenti della RAI. Solo a dicembre il vicepremier Luigi Di Maio aveva espresso un commento sulla questione esprimendo la volontà di assegnare i compensi “senza un’ingegneria legata a società di produzione esterne“.

Alessandro Di Battista: tagli ai politici e a Fazio e Vespa

Alessandro Di Battista

Il post di Alessandro Di Battista

Alessandro Di Battista ha scritto su Facebook un lungo elenco di quelle che sarebbero a suo parere le spese da ridurre: “È giunto il tempo di una sforbiciata senza precedenti dei costi della politica e non solo.

Qua i sacrifici li fanno tutti tranne i politici o i conduttori RAI pagati con denaro pubblico che sono giornalisti, ma non hanno contratti da giornalisti.

Vanno fatte le seguenti cose: 1. Taglio di 3500 euro al mese sullo stipendio dei deputati (con un risparmio di circa 22 milioni di euro all’anno); 2. Taglio di 3500 euro al mese sullo stipendio dei senatori (risparmio circa 11 milioni all’anno); 3. Taglio di 3500 euro al mese sullo stipendio di tutti i consiglieri regionali (circa 36 milioni di euro all’anno); 4.

Abolizione totale di tutte le doppie indennità, sia alla Camera che al Senato che nei Consigli regionali; 5. Taglio di oltre 300 parlamentari; 6. Adeguamento dei contratti di Fazio e Vespa. Sono giornalisti e guadagnino come loro (massimo 240.000 euro lordi all’anno); 7. Abolizione dell’assegno di fine mandato – TFR – per tutti i parlamentari (io, per una sola legislatura ho preso 43.000 euro, ovviamente restituiti, pensate le centinaia di milioni di euro che finiscono nel TFR dei parlamentari). Questo Governo ha la possibilità di farlo.

Coraggio!“.

Oltre alla rilevante riduzione del numero di parlamentari che li porterebbe quasi a dimezzarsi – attualmente sono 630 -, Di Battista pone fortemente l’accento sulla necessità di abbassare gli stipendi di deputati e senatori, di abolire le doppie indennità e il compenso di fine mandato che percepiscono tutti i parlamentari a fine legislatura.

Fabio Fazio e Bruno Vespa sul taglio del compenso

Torna nel post di Alessandro Di Battista quello che è stato da sempre un cavallo di battaglia del M5S, ovvero la necessità di adeguare i compensi di Fabio Fazio e Bruno Vespa alla cifra imposta per legge di 240mila euro annui. A marzo dello scorso anno, il compenso di Fabio Fazio per Che tempo che fa – oggetto di un attacco poco tempo da parte del vicepremier Matteo Salvini – aveva attirato l’attenzione anche dell’Anac. Nel mirino dell’Anticorruzione c’era l’ammontare del compenso previsto, 2,8 milioni di euro annui per la conduzione di Che tempo che fa e la durata del suo contratto di 4 anni.

Ma le criticità del contratto di Fabio Fazio non si esurirebbero qui. Infatti, Officina srl proprietaria del format e produttrice per il 2018 di Che tempo che fa ha già creato problemi in passato a Fabio Fazio: il conduttore detiene il 50% della società che tra i soci conta anche Vivendi società che detiene il 30% di Mediaset. Anche questi legami avevano spinto il segretario dell’organo di Vigilanza della Rai del PD, Michele Anzaldi, a presentare un esposto alla Corte dei Conti in merito alla situazione, circa un anno fa.

Di Battista: tagliare stipendi ai politici e a Vespa e Fazio

Fabio Fazio

Forse proprio riferendosi a questo, solo a dicembre, Luigi Di Maio si era così espresso sui compensi in RAI: “Il nostro obiettivo è che le retribuzioni vengano assegnate e pagate senza un’ingegneria legata a società di produzione esterne“. Quindi il nodo da sciogliere sulla questione del tetto di 240mila euro massimi di compenso annuo potrebbe essere strettamente legato anche alla posizione di Fabio Fazio rispetto a Officina srl. Tuttavia, secondo indiscrezioni potrebbe non porsi il problema: il programma di Fabio Fazio non sarebbe presente nei palinsesti per la prossima stagione.

Per quanto riguarda Bruno Vespa la situazione appare meno complessa che per Fabio Fazio. Il celebre volto di Porta a Porta inizialmente sulla questione dell’adeguamento del suo compenso era stato molto duro dichiarando che tale adeguamento ai 240mila euro annui era un provvedimento contra personam.

Il presentatore si era appellato al fatto che il suo contratto era per prestazioni artistiche e quindi non interessato dal tetto massimo. Poi, il conduttore aveva rivisto la sua posizione accettando una revisione del suo compenso del 30% nel 2017, esprimendosi così a riguardo: “L’ho fatto in segno di solidarietà con i dirigenti Rai ai quali è stato imposto retroattivamente un forte taglio retributivo, con l’auspicio che la norma relativa venga rivista al più presto per non far uscire l’azienda dal mercato manageriale“.

Credits foto in evidenza e social Bruno Vespa: La Presse