Fiume reno: 300 sfollati

Non c’è tregua per il Nord Italia. In queste ore la situazione nella Bassa Bolognese è peggiorata: oltre agli allegamenti le zone colpite dall’esondazione del fiume Reno sono state anche interessate da blackout elettrici. Si contano circa 300 sfollati. La sindaca di Argelato, un comune della Bassa Bolognese, ha sottolineato in un appello diffuso su Facebook che la situazione è emergenziale e che per affrontarla sono necessarie più forze, più uomini e più mezzi. Dopo i gravissimi disagi di ieri, durante la notte, si è sbloccata la viabilità sull’Autostrada del Brennero ma ci sono ancora rallentamenti dovuti alle nevicate che non accennano a fermarsi.

Continuano le nevicate sia sull’A23 Udine-Tarvisio nel tratto tra Pontebba e il confine di Stato, e anche sull’A22 Brennero-Modena tra Vipiteno e la Dogana del Brennero.

L’esondazione del fiume Reno

Ieri, nello straripamento del fiume Reno, erano rimasti coinvolti anche 6 carabinieri impegnati a prestare soccorso agli abitanti di Castelmaggiore, un altro comune che, come Argelato, è stato colpito dall’ondata di piena. Proprio a Castelmaggiore gli argini del fiume non hanno retto la piena e hanno causato l’esondazione del fiume Reno.


Attualmente, si è riusciti a tamponare la rottura dell’argine che ha causato la tracimazione. In tutto, sono state 10 le persone finite in ospedale per ipotermia tra cui anche i 6 carabinieri sopracitati. Molte zone della Bassa Bolognese si trovano ancora sott’acqua e senza elettricità, nonostante gli interventi dei Vigili del Fuoco e della Protezione civile, tutt’ora a lavoro per risolvere la situazione insieme ai volontari e alla Polizia Municipale. All’alba, infatti, si sono verificati moltissimi blackout elettrici nelle zone colpite dalla tracimazione del corso d’acqua, blackout su cui sta intervenendo l’Enel anche se come ha sottolineato Claudia Muzic, la sindaca di Argelato, con difficoltà: “Enel è già stata attivata per risolvere i problemi di mancanza di elettricità che si stanno verificando, ma l’estensione dell’allagamento complica o in alcuni casi inibisce il loro intervento“.


Ieri, i Vigili del fuoco hanno soccorso altre 3 persone colpite dalla piena del fiume Secchia a Campogalliano, in provincia di Modena. Intanto, i Carabinieri hanno iniziato ad attivare le misure antisciacallaggio per impedire l’assalto delle case allegate rimaste vuote. L’allerta per esondazioni, piene e frane resta arancione in Emilia Romagna.

L’appello della sindaca di Argelato

In un video su Facebook, la sindaca di Argelato Claudia Muzic si è così espressa in merito alla situazione di emergenza: “La viabilità principale piano piano si sta liberando, l’acqua sta defluendo e riapriamo man mano le strade. (..) La situazione degli allegamenti ancora ad Argelato è importantissima, quindi tante case e tante zone sono ancora sott’acqua. Ovviamente stiamo monitorando la situazione e siamo a lavoro. (..)

Noi abbiamo bisogno di molte più forze, molti più uomini e molti più mezzi in questo momento perché la situazione di Argelato è davvero emergenziale e quindi non possiamo gestire una situazione di tale disagio ed emergenza per i cittadini se non con forze adeguate.

(..) Io ringrazio moltissimo chi ha lavorato tutta la notte insieme a noi, sono stati preziosi, hanno fatto il massimo, ma noi dobbiamo aver di più“.

L’allarme della Coldiretti

La Coldiretti ha lanciato l’allarme sui danni all’agricoltura causati dalla tracimazione del fiume Reno: “Sono finiti sott’acqua centinaia di ettari di coltivazioni seminati a grano che rischia ora di soffocare e risultano invasi dal fango anche terreni preparati per le bietole e il mais con l’esondazione del fiume Reno in Emilia, ma l’agricoltura è stata colpita lungo tutta la Penisola, dalla Toscana alla Campania dove il Sarno non ha retto alla piena e ha provocato danni ingenti alle serre e alle colture in pieno campo“.

Nel mirino della Coldiretti ci sono i cambiamenti climatici che stanno provocando danni ingentissimi: “Il ripetersi di eventi estremi sono costati all’agricoltura italiana oltre 14 miliardi di euro in un decennio tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne“. L’esondazione del fiume Reno secondo la Coldiretti potrebbe causare la perdita del raccolto dell’intero anno e mettere a rischio anche la semina primaverile.

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