di maio salvini

Una campagna elettorale giocata da avversari: quando si tratta di elezioni, gli alleati Lega e 5Stelle tendono la corda uno contro l’altro. Si rende chiaro da questo accesso dibattito sulla Tav, che va avanti da due giorni e che sta tenendo banco nelle piazze dell’Abruzzo, dove domenica prossima ci si gioca le regionali. La prima prova del governo giallo-verde alle urne, ma in questo caso Salvini e la coppia Di Maio-Di Battista alzano l’asticella fino alla rottura (apparente o di comodo chi lo sa) sulla Torino-Lione.

Tav, la maggioranza si spacca durante la campagna elettorale

Dopo la gita al cantiere di Chiomonte, Matteo Salvini risponde all’attacco di Di Battista in merito alla Tav.

Il leader pentastellato, impegnato insieme al vicepremier Luigi Di Maio in Abruzzo lancia un invito a Salvini. “Se la Lega intende andare avanti su un buco inutile che costa 20 miliardi e non serve a niente tornasse da Berlusconi e non rompesse i c******i, chiaro?“, tuona Alessandro Di Battista.

La Lega prova a sventolare il ramoscello d’ulivo, chiedendo di aspettare l’analisi costi-benefici per decidere, che il ministro Toninelli a promesso “a giorni” e che probabilmente avrà esito negativo.

Ma il ministro dello Sviluppo Economico ha minacciato l’alleato di governo.

Di Maio: “Supercazzola”, ma con Salvini è scontro sulla Diciotti

Alla fine non si farà il tema non è il ridimensionamento dell’opera, se parliamo di ridimensionamento parliamo di una supercazzola“, dichiara Di Maio, che poi pungola il collega vicepremier sull’autorizzazione a procedere per il caso Diciotti, al vaglio al Senato. “Non abbiamo mai votato per utilizzare le immunità, questo è un caso diverso dalle immunità ma non per questo abbiamo già deciso“, punzecchia.

di maio di battista

Di Maio e Di Battista con Sara Marcozzi, candidata alla presidenza della Regione Abruzzo. Foto: Facebook

Immediata la replica di Salvini, che vuole sgombrare il campo da equivoci: “Non siamo al mercato dove ‘io ti do questo e tu mi dai quest’altro’, è roba roba di vecchi governi. Io non ho bisogno di aiutini. Io ho fatto il ministro: blocco gli sbarchi, sveglio l’Europa e fermo morti e partenze. L’ho fatto, lo farò. Poi sulla Tav aspettiamo i numeri“.

Di Maio sospetta lo sgambetto elettorale

Di fronte alle urne, ciascuno è solo.

Questo sembra pensare il vicepremier Di Maio, il quale subodora l’intento di alimentare una crisi di governo a fini elettorali in Salvini. Il pentastellato pigia quindi il piede sull’acceleratore, anche perché il Movimento uscirebbe devastato da un eventuale ritirata sulla Tav.

salvini abruzzo

Matteo Salvini a Campli, Teramo. Foto: Facebook

Per me valgono le priorità e in questo governo ce lo siamo detto chiaramente, dall’inizio. Ci sono cose su cui siamo d’accordo e altre su cui non siamo d’accordo“, smorza i toni Di Maio, “Lavoriamo su quelle su cui siamo d’accordo. Con 20 miliardi in Italia ci costruisci 2.500 nuove scuole con criteri antisismici, ci fai le nuove Tav che servono, quelle al Nord, al centro, al Sud, con 20 miliardi ci fai tante cose“.