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Tony Essoubti Badre, ora, è solo. in carcere non vede nessuno: lo hanno messo in isolamento, perché c’è la paura che gli altri detenuti lo puniscano per il suo crimine: la violenza contro i bambini, in carcere, diventa sentenza di morte.

La visita in carcere

Ora, più di qualsiasi altra cosa, Tony Essoubti Badre prova paura. A riportare il suo stato d’animo è il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli: “Quando mi ha visto piangeva e chiedeva perdono. Non sono riuscito a provare alcuna pietà per lui”. Borrelli ha anche riportato alcune notizie sull’andamento delle politiche carcerarie, esprimendo soddisfazione alla gestione della struttura: “Mi sono confrontato con i vertici della struttura penitenziaria che nonostante le brutture con cui devono avere a che fare ogni giorno conservano una grande umanità.

La direttrice sta anche facendo ridipingere i padiglioni con colori meno cupi grazie all’aiuto di alcuni detenuti che si sono offerti volontari per fare questo lavoro”. Durissimo il parere sui crimini di Badre: “Personalmente credo che chi uccide è un mostro in particolare se si tratta di bambini e merita una condanna durissima senza alcuna attenuante”.

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Tony Essoubti Badre

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I rimorsi in ritardo

Sabato, a Cardito, Giuseppe è stato seppellito tra lacrime e grida di dolore e di rabbia.

Il dolore per una perdita immensa, la rabbia per la consapevolezza che si sarebbe potuto evitare. Così, mentre alla cerimonia in molti accusano proprio Valentina Casa, la madre dei bambini, in carcere Badre sembra cosciente di quello che ha fatto, ma le sue parole rimangono inspiegabili. Badre si definisce “un po’ nervoso”, dice di aver “perso la pazienza”, tratta un omicidio e un tentato omicidio alla stregua di qualche sculaccione di troppo. Sostiene di desiderare più di ogni altra cosa di poter tornare indietro nel tempo, per evitare quello che è accaduto.

il problema è che, come raccontato dalla piccola Noemi, dalla compagna Valentina e anche da qualche testimone, in quella casa le botte erano all’ordine del giorno.

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il funerale del piccolo Giuseppe