Omicidio Curno, la sorella ferita della vittima esce dal coma

Deborha era stata ferita mentre cercava di salvare la sorella, pugnalata a morte dal marito che non accettava la separazione

Deborha è riuscita a tornare alla luce: purtroppo ha dovuto scoprire della morte della sorella Marisa, che lei aveva cercato di salvare dalla furia del marito, Arjoun Ezzedine (35 anni) incapace di accettare la separazione. L’uomo, la sera del 2 febbraio, si era recato a casa della moglie e, nel garage, l’aveva sorpresa e aggredita. Deborha, che era lì con la sorella, ha cercato di difenderla ma l’uomo l’ha colpita e ferita gravemente. Dopodiché, si era accanito su Marisa, uccidendola.

Aveva paura di lui

Marisa e Arjoun Ezzedine erano sposati dal 2012: il matrimonio negli anni era degenerato e pochi mesi fa la donna, 23 anni, aveva chiesto la separazione. Conosceva il marito ed era preoccupata di una possibile aggressione: anche parenti e vicini di casa sapevano dei suoi timori, e in ultimo lo aveva denunciato per stalking, minacce e maltrattamenti. Purtroppo, gli aiuti non sono partiti in tempo: il 31 gennaio scorso era stata nominata la Pg che avrebbe dovuto gestire il caso, ma non c’è stato il tempo.

marisa curnoMarisa Curno


Oggi la felicità è amara, per la famiglia di Marisa e Deborha: lo stato di coscienza per la sorella della vittima è fatto di consapevolezza e dolore. “Ma Marisa è stata uccisa?”, chiede, come prima cosa. Quando scopre che Marisa non c’è più, si lega a ciò che le rimane: “Devo sopravvivere per i miei genitori”.

C’erano state diverse denunce

Quella di Marisa è così diventata l’ennesimo caso di “tragedia evitabile”, di dolore avanzato lentamente, nel tempo, con continue avvisaglie che facevano prevedere cosa sarebbe potuto accadere, ed è infatti successo. la mamma di Marisa e Deborha, a Mattino Cinque, ha raccontato di comportamenti allarmanti: l’uomo aveva rotto i vetri della macchina di Marisa, quelli del condominio. La assillava, la minacciava. il problema era sentito, ed era stato denunciato.

Poco importa, ora, che Ezzedine sia in carcere: l’uomo, dopo il delitto, aveva agito con superficialità ed è stato fermato immediatamente dai carabinieri. Ha confessato immediatamente il delitto, che secondo gli inquirenti è stato premeditato.

garage omicidio curnoIl garage dove è avvenuta l’aggressione