parlamento, riforma

Il Senato ha approvato il disegno di legge sulla riforma costituzionale che taglia il numero dei deputati e dei senatori. I sì sono stati 185, i no 54, e 4 gli astenuti. A favore hanno votato il Movimento 5 Stelle, Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, mentre contrari alla riforma sono il Pd, Leu, e il gruppo delle Autonomie. Il testo prevede un taglio del numero dei deputati da 630 a 400 e dei senatori da 315 a 200. Il numero complessivo dei rappresentati delle due Camere passerebbe quindi da 945 unità a 600, con una riduzione del 36,5%. Il ddl ora passerà al vaglio della Camera e poi tornerà al Senato per la seconda lettura per poi tornare alla Camera. Se le Camere non l'approveranno in seconda lettura con i due terzi, si andrà poi al referendum.

La soddisfazione di Di Maio, la preoccupazione del Pd

Il vicepremier Luigi Di Maio ha voluto sottolineare la sua soddisfazione su Facebook: “EVVIVA! Approvato il Tagliapoltrone in Senato! Presto ci saranno 345 parlamentari in meno e un risparmio di mezzo miliardo di euro a legislatura. Dicevano: IMPOSSIBILE! E invece se lo diciamo lo facciamo!”. Questa è la prima lettura delle quattro previste per una riforma costituzionale, e devono svolgersi entro tre mesi dall'approvazione. Il testo non prevede la riduzione dello stipendio dei parlamentari, uno dei cavalli di battaglia del Movimento 5 Stelle, ma sarà probabilmente oggetto di un nuovo disegno di legge nel prossimo futuro, anche se la Lega ha già fatto sapere di essere contraria.

[caption id="attachment_334524" align="alignnone" width="854"]Di Maio Il vicepremier Luigi Di Maio[/caption]

Debora Serracchiani, deputata del Partito Democratico, ha invece espresso la sua preoccupazione per la riforma: “Il vero obiettivo dei 5 stelle - ha scritto su Facebook - è il taglio della democrazia, di tutte le intermediazioni e dei contrappesi: quella che loro chiamano democrazia diretta è una forma di governo ben nota, in cui il popolo applaude e uno sta sul balcone. Si sta portando a termine l’assassinio della democrazia rappresentativa, rendendo sempre più ininfluente il Parlamento, depotenziandolo nei fatti e nell’autorevolezza prima ancora che nei numeri”.

Il decreto Semplificazioni è legge

Nelle stesse ore è arrivato anche il via libera definitivo al decreto Semplificazioni: con 275 voti favorevoli, 206 voti contrari e 27 astenuti, il testo è passato alla Camera, dopo il voto di fiducia posto dal Governo. Il decreto contiene molte norme ed è il frutto di un lungo iter legislativo per via delle tensioni all’interno della stessa maggioranza e degli emendamenti aggiunti nel tempo. Una delle principali misure riguarda la sospensione per 18 mesi dei procedimenti di conferimento di nuovi permessi di trivellazione, che tante polemiche hanno creato nelle scorse settimane.

[caption id="attachment_334523" align="alignnone" width="854"]trivelle Il conferimento dei permessi di trivellazione ha creato molte polemiche. Immagine di repertorio[/caption]

È poi previsto un rinvio fino al 30 giugno 2019 della scadenza per la restituzione del “prestito-ponte” ad Alitalia, mentre un nuovo fondo di garanzia aiuterà le piccole e medie imprese che si trovano in difficoltà economiche. Altre misure significative sono lo stanziamento di 10 milioni di euro per i familiari delle vittime di Rigopiano, un iter più breve per l’installazione della banda larga e l’assunzione di 1.851 agenti di polizia.