Striscia la notizia ha fatto emergere un nesso tra la canzone di Achille Lauro, Rolls Royce, presentata a Sanremo, e l’ecstasy. Il cantante si è difeso dicendo che in realtà non esiste alcun collegamento con le pasticche, ma ormai il danno è fatto: dal vicepremier Matteo Salvini a Don Mazzi, l’artista sta facendo il pieno di critiche. La questione è controversa perché la RAI è un servizio pubblico, il Festival di Sanremo è seguito anche dai più giovani e Achille Lauro è accusato di far passare un messaggio che invece di essere contro il consumo di droghe parrebbe rivelarsi pro. Tuttavia, il cantante ha fortemente smentito questa interpretazione del suo pezzo, che sarebbe semplicemente un inno all’eleganza e ad una vita di agi e lusso, per cui la Rolls Royce rappresenterebbe solo uno status symbol.

Il collegamento con l’ecstasy

Secondo Striscia la notizia il nesso tra la canzone di Achille Lauro, Rolls Royce, e l’ecstasy sarebbe evidente. La canzone non parlerebbe dello status sociale che rappresenta il marchio automobilistico (ricchezza, eleganza, lusso), ma delle suddette pasticche. Ecco cosa scrive la trasmissione televisva: “Il simbolo della casa automobilistica, infatti, è chiamato anche “Spirit of Ecstasy” (Spirito dell’estasi) e rappresenta una figura femminile con le ali gonfiate dal vento.

Il suo nome è così diventato il nome di una pasticca di ecstasy“. Ciò ha portato Striscia la notizia a fare due più due: il passato da pusher di Achille Lauro, di cui lui stesso ha parlato nel libro Sono io Amleto, e i riferimenti nel testo della canzone ad artisti del calibro di Amy Winehouse, Jim Morrison, Elvis, ecc. tutti morti per abuso di droga, ha spinto i giornalisti di Canale 5 a giungere alla conclusione che il trapper abbia così scritto un pezzo che inneggia al consumo di droga.

Ciò ha spinto il giornalista Valerio Staffelli a consegnare un tapiro d’oro al cantante che ha commentato la consegna dicendo: “Questa mi sembra una cosa surreale, alquanto ridicola, ti dovresti informare“.

Il confronto tra i due è stato molto acceso, Valerio Staffelli ha continuato a sostenere a spada tratta che la canzone Rolls Royce inneggi al consumo di ecstasy, ma il cantante rifiuta il tapiro e replica: “La canzone parla di star mondiali, della Ferrari bianca. (…) Sono i più grandi musicisti del mondo, sei un ignorante, ti meriteresti il tapiro perché sei una persona che sopprime la cultura in Italia. Io mi rendo conto che tu sei un ignorante, Rolls Royce è la macchina è lo status symbol“. Anche la conduttrice Andrea Delogu viene “omaggiata” dal tapiro per aver definito il pezzo “poesia pura“.

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Le critiche di Matteo Salvini e Don Mazzi

I giornalisti di Striscia la notizia sulla questione hanno intervistato Don Mazzi che da anni si occupa con la sua Fondazione Exodus di prevenzione e cura delle tossicodipendenze.

Il sacerdote si è letteralmente infuriato e ha commentato la canzone di Achille Lauro con toni molto severi, riferendosi anche a Claudio Baglioni: “Inneggia non solo alla droga, ma c’è una frase che mi sconvolge che va al di là della droga, parla anche della fine (Voglio una vita così / Voglio una fine così, ndr), quindi non siamo stupidi, ma la cosa che mi meraviglia di più è che un uomo di grande cultura, che un conduttore come quello che abbiamo si sia lasciato scappare una cosa del genere e io credo che anche questo conduttore abbia fatto una putt*****. Non è possibile che a un autore che pare abbia avuto un ruolo fondamentale rispetto alla scelte sia sfuggita una cosa del genere. (…) Il conduttore questa roba qui non poteva assolutamente ignorarla, non poteva lasciarla andare, deve avere il coraggio di rimediare a una cosa del genere“.

Achille Lauro nel mirino delle critiche

Don Mazzi mentre parla di “Rolls Royce” di Achille Lauro

Il conduttore a cui si riferisce Don Mazzi è chiaramente Claudio Baglioni che come direttore artistico del Festival di Sanremo ha chiaramente avuto un ruolo centrale nella scelta dei brani. Anche Matteo Salvini è stato intervistato da Striscia la notizia esprimendosi così sul pezzo di Achille Lauro: “È terribile, mi fa schifo solo l’idea. Non è la macchina, lui sta parlando di un’altra roba. (…) Anche perché cita qualche personaggio che in passato ha usato, abusato, stra-abusato e non è finito bene, sono quasi tutti morti“.

Poi, il giornalista di Striscia punzecchia il ministro chiedendogli se secondo lui il direttore artistico del Festival non si sia posto qualche interrogativo sul significato della canzone, il ministro ha così risposto: “Non mi fare polemizzare con Baglioni che c’ho già i miei problemi“, alludendo allo scontro verbale a distanza che c’è stato tra i due nelle scorse settimane su diverse questioni: dai migranti alla satira nel Festival. Poi il vicepremier si è espresso sul fatto che sia stata scartata in fase di selezione la canzone dei Dear Jack, Caramelle, che affrontava il tema della pedofilia: “Preferivo di gran lunga le Caramelle dei Dear Jack rispetto alle Rolls Royce di sto tizio“.

La replica di Achille Lauro

Achille Lauro ha risposto alle polemiche sul suo pezzo Rolls Royce ai microfoni dell’ANSA: “Ogni giorno ne esce una diversa: il plagio che poi non è plagio, le parole… Io non ho mai neanche sentito parlare di questa cosa sinceramente, la Rolls Royce è la macchina, lo status e il pezzo che parla di tutte le icone mondiali, dal mondo di Hollywood alla musica, allo stile… L’icona principale mondiale di eleganza è la Rolls Royce, quindi voglio una vita così Rolls Royce“.

Poi ha aggiunto: “Comunque la cosa che mi fa piacere è che non criticano la canzone, anzi che tutti dicano che è una bella canzone, che poi ci siano tutte leggende attorno…“. La sua replica alle polemiche finisce così: “Speriamo che domani tutti dicano che è una bella canzone“. Insomma, per Achille Lauro le polemiche stanno a zero, il suo pezzo sarebbe solo un riferimento allo status symbol che il marchio automobilistico rappresenta.