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Il processo a Innocent oseghale si tiene a porte aperte, e non prevede rito abbreviato: l’unico accusato della morte di Pamela Mastropietro è nella situazione più difficile di tutte, ora, mentre una folla inferocita fuori dal Tribunale chiede giustizia per Pamela e la famiglia della ragazza, dentro l’aula, si augura che il nigeriano possa ricevere la “massima pena”.

Non ha mai confessato l’omicidio

In udienza preliminare, Oseghale ha rinunciato alla possibilità di avere un rito abbreviato: un processo più breve, dunque, ma che gli avrebbe garantito un terzo della pena in meno. A quanto pare, il processo comincerà con la discussione in merito ad alcuni elementi tecnici: le indagini sull’omicidio di Pamela si sono basate per lo più su approfondimenti di tipo autoptico e medico-scientifico e pare che alcuni accertamenti siano stati fatti senza che ciò venisse notificato ai difensori.

Pamela Mastropietro

La versione di Oseghale è sempre la stessa: a Pamela, lui dice di non aver ucciso la ragazza né di averla violentata. Ammette solo lo spaccio: “Voglio pagare solo per quello che ho fatto, non per ciò che non ho commesso”, dice. Per quanto riguarda il semplice spaccio, però, c’è un procedimento parallelo in corso.

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I genitori in aula

In tribunale ci sono anche i genitori di Pamela: Alessandra Verni e Stefano Mastropietro sono in aula, lei indossa una maglietta con la foto di Pamela ed è determinata ada ver giustizia per sua figlia: “Ci aspettiamo la condanna di Oseghale al massimo della pena possibile”, ha detto ad Adnkronos, nella consapevolezza di quanto sarà difficile dover essere così vicina ad Innocent Oseghale.

Lucky Awelima e Desmond Lucky, i conoscenti di Oseghale che in un primo tempo furono presi in ballo e sembravano essere coinvolti nella vicenda, sono stati da tempo scagionati dalle accuse di violenza e omicidio.

Pamela morì e fu smembrata il 29 gennaio 2018. Il suo corpo, a pezzi, fu ritrovato diviso in due trolley trovati abbandonati: mancavano purtroppo all’appello alcune parti del corpo, come il cuore. Le analisi confermarono che la ragazza, al contrario di quanto detto da Oseghale, non è morta di overdose ma per alcune coltellate infertegli al tronco, tra le quali una, al fegato, si è rivelata fatale. Alcune ipotesi propendono per credere che Pamela sia stava fatta a pezzi già quando era ancora viva.

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Pamela Mastropietro