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Gli anarchici che nel corso del weekend hanno invaso il centro di Torino, creando numerosi danni e devastando il centro, sono già liberi. Il sindacato di Polizia è insorto contro le decisioni del Giudice, che ha convertito la custodia cautelare in obbligo di firma.

Scontri nati dopo la sgombero dell'ex asilo

Ciò che aveva acceso la miccia degli scontri era stata la chiusura di un centro sociale esistente dentro un ex asilo occupato in via Alessandria. Nella giornata di sabato gli anarchici si erano riversati in centro, prima mantenendo la calma e poi scatenando i disordini. In 11 erano stati arrestati con accuse gravi: resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, devastazione, saccheggi, blocco stradale in corso, lancio di ordigni esplosivi. Gli arrestati erano stati colti in flagranza di reato, mentre tentavano la fuga nella zona di via Bava/piazza Vittorio.

[caption id="attachment_336435" align="aligncenter" width="854"]scontri vetro rotto Una parete in vetro completamente infranta (Foto: THE SOCIAL POST)[/caption]

Delle persone fermate, 6 hanno ricevuto dal questore Francesco Messina un foglio di via (ovvero non possono tornare, per un periodo fino a 3 anni, nel territorio di Torino). Le persone fermate erano tutte incensurate e senza ruoli rilevanti nel mondo anarchico. Uno di loro aveva un precedente pendente.

Polizia: “Vanificati gli sforzi”

Forte reazione dal Sindacato di Polizia, in disaccordo con le decisioni del giudice. Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sap (Segretario Generale Autonomo di Polizia) ha dichiarato tramite un comunicato stampa: "Il senso di impunità ampiamente dilagante, li avrà sicuramente fatti uscire da eroi nel loro contesto. Solo tre giorni di impunità per aver devastato una città". Paoloni ha spiegato come liberare gli anarchici sia stato un grosso errore da un punto di vista socio-formativo: “Se non si interviene sull’impianto normativo, inasprendo le pene per chi commette reati come quelli contestati agli antagonisti, questi saranno ‘invogliati’ a fare sempre peggio. Dopo due giorni di violenze e devastazione, tutti liberi. Questo oltre a inficiare le regole di civile e pacifica convivenza, vanifica gli sforzi e il lavoro degli operatori delle forze dell’ordine”.

[caption id="attachment_336434" align="aligncenter" width="854"]scontri strada Dopo il passaggio degli anarchici (Foto: THE SOCIAL POST)[/caption]

L'attivista Andrea Giuliano, ferito e poi arrestato

A parlare “dall’altra parte della barricata” c’è Andrea Giuliano not attivista LGBT, la cui storia in questi giorni è rimbalzata sui social. Andrea Giuliano è una delle persone che sono state arrestate e successivamente rilasciate: ha pubblicato sul suo profilo due immagini che lo mostrano inerme, a terra, mentre alcuni paramedici gli offrono soccorso. Andrea Giuliano ha riportato un trauma cranico e varie lesioni dovute ai manganelli: “Picchiato a sangue dalla celere con ripetuti colpi di manganello sulla tempia dx e sulle ossa frontale dx e parietale dx del cranio. Ore dopo, al pronto soccorso mi hanno detto che con un colpo in più me la sarei vista davvero brutta” ha scritto su Facebook. Giuliano ha inoltre spiegato che con sé, alla manifestazione, non avrebbe avuto né armi, né esplosivi, né passamontagna o guanti.

L’attivista ha anche spiegato che il Giudice non avrebbe trovato riscontro a 4 capi d’accusa, incolpandolo invece di resistenza aggravata: “Il GIP non ha ritenuto che ci fossero elementi necessari per condannarmi ai primi 4 (!) capi d'accusa, tra cui fabbricazione e detenzione di esplosivi (!!) nonché saccheggio e devastazione (!!!). Invece ha ritenuto che, nelle condizioni in cui mi trovavo, ho opposto resistenza aggravata (!!!!) nei confronti degli stessi agenti, armati e in tenuta antisommossa, che mi hanno mandato in ospedale per poi arrestarmi”.

(Immagine in alto: The social post)