orrori nido siena

Emergono nuovi dettagli sull'educatrice di 52 anni arrestata a Siena a seguito di violenze e maltrattamenti su bambini. Ora, nel mirino degli inquirenti, sono finiti alcuni messaggi pubblicati su Facebook dall'educatrice prima che venisse a galla la turpe realtà del suo nido domiciliare nonché del suo modus operandi. Con foto inviate via WhatsApp e divieti insoliti mascherava le violenze perpetrare sui bimbi, ingraziandosi la fiducia degli ignari genitori.

Arrestata educatrice a Siena: violenze e insulti nel "nido domiciliare"

C'è di più, come se di per sé non bastasse, dietro all'arresto dell'educatrice di 52 anni, fermata a Siena per i comportamenti violenti perpetrati dalla stessa all'interno del suo "nido domiciliare". Come abbiamo già riportato, la donna è stata fermata a seguito di quanto emerso da un'indagine dei carabinieri. Alcuni genitori, insospettiti di fronte a dei comportamenti reticenti e insoliti dei bambini, avevano voluto rivolgersi agli agenti per capire cosa accadesse ai loro piccoli una volta lasciati nelle mani dell'educatrice. Un sospetto fondato che ha portato ad una scoperta particolarmente triste: i piccoli, di età compresa tra i 6 mesi e i 3 anni, venivano picchiati, strattonati, insultati in maniera orribile. A riprova di ciò, i video girati da alcune telecamere nascoste installate dai carabinieri.

Precedenti penali per maltrattamenti

Quello che viene fuori all'indomani dall'arresto della donna, portata in carcere a Solliciano, sono dei meri aggiornamenti sul modus operandi della donna, su come si era guadagnata la fiducia dei genitori e su come effettivamente gestiva il nido. Spulciando il suo profilo Facebook, gli inquirenti hanno scorto alcuni post in cui la donna aveva annunciato l'apertura del suo nido con amorevole passione: "Sono un'educatrice filo-montessoriana, mamma e (vedova) di 3 figli da me cresciuti con grande senso del dovere. Ho scelto di diventare una tata perché vorrei continuare a trasmettere il mio contributo educativo e di amore a tutti i bimbi che avrò il privilegio di poter accogliere nel luogo in cui abito". Sull'autorizzazione del "nido domiciliare" in sé, indaga in procinto di chiarimenti il Comune di Siena mentre viene a galla che proprio la medesima donna era già stata precedentemente condannata penalmente per maltrattamenti.

[caption id="attachment_338018" align="aligncenter" width="854"]siena nido orrori Uno dei fermo-immagine del video girato all'interno del nido domiciliare di Siena dalle telecamere nascoste dai Carabinieri[/caption]

Fotografie su WhatsApp e divieto per i genitori di arrivare senza preavviso

Consapevole di quanto accadesse e di come trattasse i bambini, aveva trovato un modo per evitare che i genitori le fossero "d'intralcio". Nascondendosi dietro alla banalissima scusa dei "motivi igienici", la donna era riuscita ad evitare che i genitori potessero piombare all'improvviso nel suo nido, fugando così il rischio di essere colta il flagranza di reato. Ai genitori era vietato entrare all'interno dell'asilo salvo preavviso: li stessi erano tenuti a comunicare preventivamente il loro arrivo, una furba pensata che le avrebbe dato tutto il tempo per ristabilire l'ordine all'interno, placando pianti e grida. La loro fiducia, al contempo, la guadagnava attraverso un costante report telematico: ai genitori venivano inviate su WhatsApp fotografie e video dei loro bimbi all'interno nel nido, immortalati i momenti conviviali e felici. I genitori dunque non avrebbero dovuto aver alcun dubbio per dubitare o sospettare i loro figli venissero maltrattati.

[caption id="attachment_338019" align="aligncenter" width="854"]siena nido orrori Uno dei fermo-immagine del video girato all'interno del nido domiciliare di Siena dalle telecamere nascoste dai Carabinieri[/caption]

Il comunicato della FP Cgil di Siena

Interviene sull'arresto dell'educatrice anche la FP Cgil di Siena che, riprendendo i fatti esprime una riflessione sull'accaduto, generalizzando e ampliando il discorso: "Il nido domiciliare, pur nel rispetto delle regole vigenti, offre alle famiglie un mero babysitteraggio. I maltrattamenti poi ne sono una tragica aberrazione e non può esserci nessuna indulgenza verso chi li pratica". Riprendendo un altro estratto del comunicato: "Purtroppo troppo spesso i Comuni disinvestono nell'infanzia, attenti soprattutto alle politiche economiche, con politiche di esternalizzazioni, mancanza di assunzioni e carenza di supplenti, dimenticando che l'investimento maggiore è quello che si fa sui bambini di oggi, futuri cittadini di domani".