Omicidio Pamela: le parole di Oseghale

Alcune nuove testimonianze pongono in una diversa luce la situazione di Innocent Oseghale, unico accusato della morte e dell’occultamento del cadavere di Pamela Mastropietro. A parlare, in tribunale, è stato il suo compagno di cella in carcere, Vincenzo Marino. Il racconto di Marino è stato ritenuto attendibile dagli inquirenti.

Una testimonianza schiacciante

Vincenzo Marino non solo avrebbe confermato la piena consapevolezza di Oseghale dell’aver ucciso e cercato di violentare Pamela, ma avrebbe anche cercato aiuto in carcere. Alla base dell’intento omicida ci sarebbe il rifiuto di Pamela ad assecondare le richieste di Oseghale e, pare, di Desmond Lucky: “Mi ha detto di aver ucciso Pamela perché si era rifiutata di avere un rapporto sessuale a tre con lui Desmond (Desmond Lucky era uno dei tre sospettati dell’omicidio Mastropietro, poi rilasciato, ndr), e aveva minacciato di raccontare tutto alla polizia”.

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A quanto pare, in carcere Oseghale si sarebbe abbandonato anche a rivelazioni su una sua presunta “carica autoritaria” nel mondo della mafia nigeriana: “mi ha anche confidato di essere uno dei capi della mafia nigeriana in Italia, incaricato di fare da collegamento tra la cellula criminale presente a Padova e quella di Castelvolturno, in provincia di Caserta”.

Spaccio e prostituzione sarebbero i suoi interessi predominanti: “Lui aveva il compito di trovare nuovi adepti e di gestire lo spaccio e la prostituzione”.

Centomila euro per la salvezza

A Marino sarebbe arrivata anche una proposta davvero esplosiva: “Un giorno mi ha perfino detto: ‘Ti do centomila euro se testimoni che sai che Pamela è morta di overdose. I soldi arriveranno da Castelvolturno, tramite gli avvocati’ ”. La testimonianza di Marino potrebbe distruggere le speranze di Oseghale, che da sempre si difende sia dall’accusa di violenza sessuale che da quelle di omicidio e occultamento di cadavere.

La versione di Oseghale è sempre stata la stessa: ha ammesso che la ragazza sarebbe morta per via di un’overdose (del tutto negata dagli esami autoptici) e che lui non avrebbe un ruolo nella sua morte.

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