regina margherita

Sono passate appena poche settimane dalla diagnosi che ha cambiato la vita della piccola Vittoria, una ragazzina di Torino di appena 13 anni il cui destino ora non è più guadagnarsi un bel voto a scuola, né come trascorrere spassosamente il tempo libero con i suoi compagni. Sulle sue spalle grava il peso di un male che non ha avuto pietà della sua giovane età, contro il quale si trova improvvisamente a combattere nella sua stanza nel reparto di oncologia pediatrica del Regina Margherita. In questa battaglia però, raccontata da La Stampa, sola davvero non lo è: con lei c’è la famiglia, tutta la sua affettuosa parentela e, soprattutto, i suoi amici, i suoi compagni di classe che non si sono dimenticati del suo compleanno.

Una festa per Vittoria, 13enne malata oncologica

Senza i suoi amici, l’affetto dei suoi familiari il 13esimo compleanno di Vittoria non sarebbe stato lo stesso e anzi, probabilmente, sarebbe stato uno tra i più tristi. Per la prima volta infatti, la piccola non ha avuto nemmeno la possibilità di pensare a come o dove festeggiare i suoi 13 anni. I tempi e gli spazi, da qualche settimana, vengono scanditi da una diagnosi pesante per chiunque. Entro i confini della sua stanza d’ospedale combatte e sopporta pesanti terapie, lontana da qualsivoglia abitudinaria normalità.

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Ospedale Regina Margherita di Torino

Mentre la sua vita permane cristallizzata, in stand by nelle mura del Regina Margherita di Torino, fuori il mondo si muove vorticosamente ma comunque meno velocemente della testa delle persone che la amano e che mai avrebbero permesso che festeggiasse sola il suo compleanno. I primi a rivolgerle il pensiero sono stati i suoi stessi compagni di scuola del Nino Costa di Moncalieri. Nessuno dovrebbe mai festeggiare solo il proprio compleanno, men che meno Vittoria.

Come accade spesso però, la polifonia di voci e pensieri è madre dell’unione. Con l’aiuto di maestre e genitori stessi, i piccoli compagni di classe di Vittoria hanno deciso di organizzarle una festa, superando con la più genuina fantasia i limiti concreti posti dai medici, come quello di non poter ricevere visite.

 Affacciati alla finestra Vittoria!

Non era necessario che Vittoria potesse toccare i suoi amici, quanto le avrebbe fatto bene lo poteva anche solamente sentire, percepire da lontano. Appellandosi anche all’associazione Nida, (Associazione Nazionale Italia dell’Amicizia), i ragazzi sono riusciti a superare i limiti del reale, festeggiando l’amica Vittoria e il suo compleanno.

Senza poterla toccare, i piccoli amici e tutte le persone che nutrono per lei affetto, le hanno riempito quel cuore che ogni giorno necessita di forza e speranza per affrontare il futuro. Cogliendo al volo l’occasione del carnevale, gli amici di Vittoria si sono riuniti sotto l’ospedale del Regina Margherita, tutti rigorosamente travestiti da supereroi per lei, pronti a salvare un compleanno che avrebbe trascorso senza però sorridere. Grazie all’associazione che ha contribuito organizzando nei dettagli la festicciola, tutti i cari della 13enne, festosi e felici, hanno iniziato a gridare il suo nome sotto alla sua finestra d’ospedale.

Con loro anche coriandoli, festoni, striscioni con sù scritto il nome di Vittoria corredato di cuori.

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*immagine di repertorio

Anche i poliziotti si prestano e imprestano i megafoni

Nonostante le grida e le canzoni intonate per lei, la piccola faticava a sentir bene quanto forte fosse urlato per lei l’affetto. Non proprio quanto invece accaduto ad una pattuglia della polizia che, scorgendo da lontano il marasma fuori dall’ospedale, sono accorsi velocemente per sedare la presunta “sommossa”.

Resosi conto di quanto stesse realmente accadendo però, anche i poliziotti stessi non hanno potuto far altro che unirsi gioiosamente alla festa, prestando i propri megafoni per catturare l’attenzione di Vittoria che ora sì, poteva sentire benissimo tutto. “Il più bel compleanno della mia vita“, le parole di Vittoria quando si è resa conto di quanto amore ci fosse attorno a sé, di quante speranze vegliassero la sua battaglia. Tutto quell’amore non solo ha rincuorato Vittoria ma l’ha rafforzata, armata di coraggio:Devo guarire per tornare da loro” ha confidato ai genitori mentre dalla sua stanza si godeva il suo spettacolo. Sempre a La Stampa ha voluto rilasciare qualche parola anche la madre di Vittoria: “Sono stati tutti straordinari. Ha ricevuto il regalo più bello. Purtroppo non ha potuto abbracciare i suoi compagni, ma è stato fantastico vedere volontari della Nida, travestiti da supereroi, arrivare fino alla porta della sua camera e salutarla“.