Carabinieri

L’effettivo arresto è avvenuto qualche giorno fa ma della notizia è stata data conferma solamente quest’oggi. Un caso in parte simile a quello avvenuto ad Arezzo verso la metà di febbraio, ove un carrozziere si era finto medico somministrando anche cure salvavita. Anche qui, le denunce che vertono su un 50enne sono gravissime: l’uomo si sarebbe finto ginecologo per adescare ragazzine da abusare.

Si finge ginecologo per adescare ragazzine

Ha circa 50 anni l’uomo che qualche giorno fa, a Monza, è stato fermato dai carabinieri con delle gravissime accuse a carico. L’uomo, un impiegato residente in Brianza con moglie e figli, sembra avesse oltre all’ordinarietà, una seconda vita in cui si spacciava per medico.

Non però un medico qualunque: il 50enne si spacciava precisamente per ginecologo e questo dettaglio, nel suo piano, gli ha giovato nel perseguire uno spregevole obiettivo.

L’inganno via social: 3 denunce

Il raggiro partiva dai social, con dei falsi profili Instagram e Facebook e nel suo mirino c’erano solamente ragazzine, minorenni e alcune davvero piccole. In realtà però, a volte l’uomo doveva ricadere nell’utilizzo di più identità. Sono 2 le denunce già prese in carico dai Carabinieri, presentate da due diverse ragazzine e ne esiste ancora una terza che si trova tuttora al vaglio.

In tutti e 3 i casi, le ragazzine hanno età compresa tra i 15 e i 17 anni. Nel primo caso, l’uomo si era finto ginecologo e per lunghi mesi avrebbe avuto rapporti sessuali con la ragazza, convinta di aver al suo fianco uno specialista. Fu il padre della ragazza a denunciare il 50enne. La seconda denuncia è più controversa: l’uomo, per riuscire a ingraziarsi la fiducia della ragazzina, si sarebbe inizialmente spacciato per coetanea della ragazza, creando ad un hoc un profilo da adolescente.

chattare

Ingannante e violentate dal 50enne

Una volta entrato in contatta con la vittima, l’uomo avrebbe agito attraverso pressioni psicologiche, consigliando “da amica” un buon ginecologo per un trattamento, ovvero sempre lui sotto altre mentite spoglie.

Ingannata la ragazza, questa veniva invitata nello “studio”, ovvero l’appartamento del 50enne dove successivamente è stata abusata. Una violenza avvenuta senza che la ragazza fosse consenziente e per di più sotto minaccia: se si fosse rifiutata, l’uomo l’avrebbe “resa sterile” o avrebbe avvertito i genitori. Il terzo caso, ancora al vaglio degli inquirenti, riguarda una ragazzina di 15 anni.

Qui l’uomo l’avrebbe avvicinata, sempre sui social, spacciandosi per 17enne. Uno scambio “amoroso” telematico durato mesi, una mera relazione via chat. Alla ragazzina l’uomo, per avere rapporti sessuali, avrebbe imposto di iniziare a prendere degli anticoncezionali. Questi però, secondo quanto emerso dalle indagini, sembrano essere solamente 3 casi ma in realtà le ragazzine coinvolte potrebbero essere molte di più.

abusi pedoflia