Pedofilia, condannato cardinale di Lione

Dopo la condanna contro il cardinale George Pell, stretto collaboratore di Papa Francesco, e quella emessa ieri contro Don Paolo Glaentzer, continua lo scandalo pedofilia che ha colpito la Chiesa cattolica: oggi, è arrivata la condanna a 6 mesi di carcere con la condizionale per il cardinale di Lione, Philippe Barbarin. L’arcivescovo di Lione avrebbe coperto gli abusi sessuali su un gruppo di ex scout perpetrati dal prete Bernard Preynat, parroco di Lione. Il cardinale è una delle personalità del clero più influenti in assoluto della Francia, al punto che gli era stato attribuito l’appellativo di Primate des Gaules, il “Primate dei Galli”.

Gli abusi

Secondo il Tribunale di Lione, il cardinale di Lione Philippe Barbarin sapeva degli abusi sessuali che padre Bernard Preynat aveva perpetrato su un gruppo di scout 15enni, tra il 1986 e il 1996. Il cardinale ha sempre sostenuto di aver scoperto gli abusi sessuali nel 2014, quando una delle vittime del prelato francese gli aveva confidato le violenze subìte.

Cardinale di Lione condannato: coprì abusi di un prete

Padre Bernard Preynat. Credits: Le Progrès

Ma secondo le autorità giudiziarie il cardinale era a conoscenza degli abusi sessuali almeno dal 2010, quando sentì la necessità di parlare con il prete delle voci circolante sul suo conto.

Inoltre, uno scambio epistolare del 2015 tra l’arcivescovo e il Vaticano attesterebbe che l’autorità ecclesiastica aveva in realtà piena coscienza della gravità degli abusi perpetrati da padre Bernard Preynat, al punto che l’arcivescovo di Lione, Philippe Barbarin, accettò il consiglio del Vaticano di licenziare il prete per evitare lo scandalo. Già nel 2016, durante le indagini preliminari, il cardinale era stato sottoposto a un interrogatorio sulla terribile vicenda che aveva destato lo sdegno dell’opinione pubblica francese. Il reato di ostruzione alla giustizia per cui il cardinale è stato condannato riguarda proprio la mancata denuncia del parroco.

La condanna

Oggi, il Tribunale ha emesso una condanna contro il cardinale di Lione Philippe Barbarin a 6 mesi di reclusione con la condizionale. Il cardinale ha annunciato che ricorrerà in appello tramite il suo legale, Jean-Félix Luciani: “La motivazione del tribunale non mi convince. Contesteremo dunque questa sentenza con tutti i mezzi utili della giustizia”. A quanto si apprende da fonti francesi, la volontaà di presentare ricorso sarebbe dovuta alle presunte pressioni che la Corte avrebbe subìto dopo un documentario e un film, Grâce à Dieu del regista François Ozon, che avrebbero influenzato l’opinione pubblica al punto da portare a questa sentenza.

Condannato cardinale di Lione: coprì la pedofilia di un prete

Il cardinale di Lione Philippe Barbarin

A denunciare la connivenza dell’arcivescovo con il prelato accusato di pedofilia era stata l’associazione La Parole Libérée. L’associazione si è fatta portavoce delle denunce di 9 uomini vittime di violenza sessuale da parte di padre Bernard Preynat. Nel 2017, le vittime avevano testimoniato in tribunale raccontando i terribili abusi subìti, richiedendo loro stessi una convocazione diretta davanti al giudice per aprire il procedimento.

Oltre a denunciare il prelato colpevole di aver abusato di loro, i testimoni hanno anche sporto denuncia contro il cardinale che avrebbe coperto gli abusi del prete. L’associazione ha accolto la sentenza definendola “una grande vittoria per la tutela dell’infanzia“. Al momento, risulta invece ancora non processato l’autore degli abusi sui minori, il prete Bernard Preynat.