Mano infortunata, fasciata

In occasione della giornata internazionale della donna 2019, nella Sala degli Atti parlamentari della Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini” a Roma, l’ANMIL (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro) ha presentato “Faccende pericolose. Uno studio su caratteristiche, evoluzione e prospettive del mestiere più rischioso del mondo: LA CASALINGA”.

I numeri e i costi degli incidenti domestici

Da questo studio, promosso dal Gruppo Donne ANMIL per le Politiche Femminili ed elaborato dall’Associazione su dati ISTAT, INAIL e dell’Istituto Superiore della Sanità, è emerso come, su 7 milioni 338mila “casalinghe dichiarate” nel nostro Paese (numero in costante diminuzione soprattutto negli ultimi anni), circa 600mila sono le vittime di incidenti domestici.



Il 63% degli infortuni si verifica nell’ambiente più vissuto della casa italiana: la cucina. Le lesioni più diffuse sono fratture, ustioni e ferite da taglio o punta, che colpiscono principalmente gli arti superiori ed inferiori. Le morti per incidente domestico in Italia sono, secondo l’ISTAT, più di 5mila l’anno.

Riporta l’Istituto Superiore della Sanità che i costi annuali per la collettività derivanti da lesioni casalinghe ammontano, invece, a circa 8 miliardi di euro.

Donna che taglia verdura
La cucina è il luogo più pericoloso

Il primo intervento del legislatore

In risposta a questa mole di dati infausti è stata istituita nel 1999 l’assicurazione contro gli infortuni in ambito domestico (anche conosciuta come “assicurazione casalinghe”), obbligatoria per tutti coloro che, avendo età compresa tra 18 e 65 anni, “svolgono in via esclusiva attività di lavoro in ambito domestico”.

Il flop e la nuova risposta legislativa

Pur a fronte di un costo totale annuale irrisorio (12,91 euro) e nonostante la sua obbligatorietà, l’“assicurazione casalinghe” non ha riscosso il successo sperato, perdendo anzi nel giro di meno di 10 anni circa 1 milione e mezzo di adesioni: dai 2,5 milioni di iscritti registrati nel 2005, a poco più di 1 milione nel 2017.



Un simile flop causato, secondo l’ANMIL, dalla previsione di un limite di età troppo basso (65 anni) e dall’individuazione di un grado di invalidità minimo per l’accesso alla rendita vitalizia troppo elevato (il 27%), ha reso dunque necessario un nuovo intervento legislativo.

In tal senso si è attivata la Legge di bilancio 2019, che ha innalzato il limite di età da 65 a 67 anni e abbassato il grado minimo di invalidità dal 27 al 16%, prevedendo anche la corresponsione di una piccola indennità una tantum per gli infortuni tra il 6 e il 15%.

Il costo della nuova assicurazione ammonterà a 24 euro l’anno.

Piedi che rischiano di inciampare su un giocattolo per le scale
Molti incidenti anche per le scale

Il parere dell’ANMIL

Nel riportare questa importante vittoria, l’ANMIL rileva però: “sarebbe estremamente importante poter estendere la tutela assicurativa per il lavoro domestico anche alle donne che siano già assicurate presso altre forme di tutela sociale obbligatoria. L’attuale negazione di questa possibilità, infatti, non tiene conto della duplice dimensione professionale della donna che, assicurata per l’attività lavorativa svolta al di fuori del contesto domestico, rimane priva di tutele per gli infortuni legati alla gestione della casa e della famiglia”.