Il primo ministro Giuseppe Conte taglia la torta a forma di ponte per l'inaugurazione dei lavori nello stabilimento Fincantieri

Si mormora sui social, e non solo, dopo la diffusione di una fotografia che ha fatto storcere il naso a chi, nel crollo del ponte Morandi di Genova, avvenuto lo scorso 14 agosto, ha perso un familiare, un amico, un conoscente. Non c’è nulla da ridere, nulla da festeggiare: la ricostruzione del ponte non è una conquista. Questo il pensiero comune di molti che hanno voluto discostarsi dai non troppo velati festeggiamenti per l’avvio dei lavori sulle lamiere destinate a ricostruire il viadotto, ai quali ha presenziato anche il primo ministro italiano, Giuseppe Conte.

Ma come vi è venuto in mente?

Nessuno che dica ‘Ma come straca**o vi è venuto in mente?“, questo è solo un estratto del post pubblicato su Twitter dal comico genovese, Luca Bizzarri. Parole che giungono a commento di un’inaugurazione che non riesce e che, a dire il vero, non può essere digerita da chi il crollo del ponte Morandi lo ha vissuto sulla propria pelle. Chi si ribella e si indigna di fronte a ciò si appella con frequenza al concetto di “rispetto“, nominato in qualità di grande assente. Nel mirino generale e comune c’è un gesto che, per molti versi, rievoca un fatto già pubblicamente condannato avvenuto lo scorso settembre nello studio di Bruno Vespa.

Al centro dell’attenzione, in quell’occasione, c’era stato il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli. Il suo era stato un sorriso a 32 denti di pessimo gusto se relazionato al plastico di un cadavere, il plastico per l’appunto del ponte Morandi.

L’inaugurazione dei lavori firmati Fincantieri

I fatti recenti non sono di molto lontani da quelli avvenuti a Porta a Porta, e in tanti voglio discostarsi, allontanarsi da un’ilarità che non è condivisa. Precisamente, al centro dell’attenzione e delle critiche c’è uno scatto che immortala il primo ministro italiano, Giuseppe Conte, intento a tagliare una torta a forma di ponte – che non è il Morandi, lo specifica Fincantieri, ma che non si può certo dire non gli somigli particolarmente – tra applausi e felicitazioni.

Con il taglio della torta si è voluto simbolicamente festeggiare l’inizio dei lavori sulle lamiere che andranno a ricostruire il viadotto, un evento organizzato proprio nello stabilimento della Fincantieri di Valeggio sul Mincio. In molti però, se lo domandano: c’è davvero da festeggiare la ricostruzione di un ponte che non sarebbe dovuto cadere e che invece è drammaticamente crollato, spezzando la vita di 43 persone?

Una tragedia trasformata in show

Quella torta a forma di ponte, che sempre torta rimane, sì, è di cattivo gusto e a dirlo non è chi è solito criticare con avidità le azioni del governo, ma chi è stato toccato in prima persona dalla tragedia. “Ma come vi è venuto in mente di trasformare una tragedia in uno show?”, scrive un utente ma i commenti che più si fanno notare sono quelli di chi ha perso un caro tra le macerie. “Complimenti davvero. Preferisco non commentare, preferirei tacere davanti a cose di così cattivo gusto, si fa solo una figura migliore.

Niente di nuovo, in realtà, dopo tutte le cose di cattivo gusto, le passerelle, la tragedia trasformata in show in questi mesi. Ogni volta che vediamo le immagini del ponte ci vengono i brividi, potete immaginare come ci sentiamo ora“. Queste le parole che si leggono su La Repubblica, rilasciate dalla mamma di Mirko, Paola Vicini, uno delle vittime del ponte. E ancora, le parole di Franco Ravera, portavoce del Comitato Sfollati di via Porro, luogo della disgrazia: “Prima il plastico di Toninelli, ora la torta: c’è poco da festeggiare, una scena davvero di cattivo gusto visto che ci sono stati 43 morti, centinaia di persone che hanno perso la casa.

Una brutta scena perché va a toccare i sentimenti della gente che ha sofferto e che tra pochi giorni dovrà ricordare il settimo mese dalla tragedia: i politici spesso si dimenticano cosa è la sensibilità“.

Fincantieri prende le distanze: “Interpretazioni assolutamente strumentali”

E poco importa che la torta non riproduca perfettamente il ponte Morandi ma figuri il ponte nuovo, quello che verrà. “La torta ce la siamo trovata davanti, il profilo di quel ponte vuole essere solo un segno di rinascita“, si legge nella nota diffusa di Fincantieri ma, come si può immaginare, per tanti non è una giustificazione. “Ogni altra chiave di lettura che si vuole dare alla vicenda risulta totalmente priva di fondamento – ribadisce la società che ci tiene a sottolineare come, proprio chi ha voluto riconoscerci il Morandi, abbia leso la sensibilità della Fincantieri stessa – La società esprime il proprio sdegno per interpretazioni assolutamente strumentali che offuscano il significato dell’evento di ieri, vale a dire la riapertura di un sito produttivo che dà e darà lavoro a chi lo aveva perso“. Anche noi ci teniamo a discostarci da qualsiasi interpretazione del fatto che possa essere strumentalizzata negativamente ma, allo stesso tempo, riteniamo opportuno dare spazio alle voci di chi si domanda se debba esserci necessariamente una festa per l’inizio di una ricostruzione. Ai posteri l’ardua sentenza, auspicando che un giorno si possano festeggiare le manutenzioni, perché Genova risolleverà sicuramente la testa dopo la tragedia, ma questa è sopravvivenza, non di certo una vittoria.