diaz scuola

Il prossimo luglio saranno già trascorsi 18 lunghi anni dalla "macelleria messicana", il massacro avvenuto il 21 luglio del 2001, all'interno della scuola Diaz e della Caserma di Bolzaneto, a Genova. Sebbene siano trascorsi quasi 2 decenni dal G8, per la Corte dei Conti quanto avvenuto è magma rovente, motivo per cui proprio in questi giorni ha deciso di emettere una nuova condanna che va a gravare su 24 teste tra dirigenti, agenti ed (ex)ispettori a loro modo tutti coinvolti nei fatti della Diaz. È tempo di risarcimenti. La richiesta, formulata dalla Corte dei Conti, era arrivata lo scorso agosto: 8 milioni chiesti indietro in totale, di questi, 5 milioni verranno discussi il prossimo maggio.

La condanna a 18 anni dai fatti della Diaz

Ci sono fatti e violenze che non assopiscono nel decorso del tempo, sempre vive, incancellabili. Fatti come quelli della Diaz, avvenuti a ridosso del G8 di Genova nel 2001, sono materia più che attuale per la Giustizia che non ha smesso di indagare e condannare eventi di una violenza inaudita, smisurata ed ingiustificata. Erano trascorsi già 14 anni quando la Corte europea dei diritti dell'uomo aveva emesso la propria condanna nei confronti dello Stato italiano. Ora ne sono trascorsi 18, è tempo di condanna da parte della Corte dei Conti.

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Agenti di Polizia fuori dalla scuola Diaz di Genova nel 2001. Fonte/Ansa

24 condannati e 3 milioni da risarcire

Lo Stato batte cassa e rivuole indietro i soldi che in questi anni ha visto uscire in risarcimenti per le vittime del pestaggio e in avvocati. Nello specifico, la Corte dei Conti contesta il danno a 24 persone, alcuni dirigenti, altri ispettori o agenti, chiamati ognuno a risarcire. La cifra totale si aggira attorno a 3 milioni di euro ma sciorinando, si evidenzia come 2 milioni vengano contestati per il solo danno erariale, ovvero il danno subito proprio dallo Stato/altro ente pubblico per azione/omissione da parte di un soggetto che agisce per conto della pubblica amministrazione ( a titolo d'esempio: funzionari, dipendenti pubblici etc.).

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La fine dei conti a maggio, si discute il danno d'immagine

Altri 800 mila euro invece sono stati contestati dalla Corte dei Conti per i danni materiali. E in questa cifra, la cui somma ammonta a circa 3 milioni di euro, sono comprese tutte le spese che il ministero dell'Interno e della Giustizia, in questi lunghi anni di indagini e processi, ha finanziato; le varie provvisionali; e come dicevamo, tutte le spese degli avvocati. Ma quella della Corte dei Conti sembra essere solamente la prima parte di una condanna, una seconda parte potrebbe arrivare a maggio. Il 22 maggio venturo infatti, si discuterà circa una seconda condanna - da parte della Corte Costituzionale - che potrebbe far ulteriormente lievitare la cifra. Ad oggi i 24 condannati dovranno all'incirca far fronte ad una spesa pari a 120-80 mila euro a testa. Non poco ma nemmeno molto di fronte a quanto potrebbero dover essere chiamati a risarcire qualora a maggio venga riconosciuto dalla Corte Costituzionale il danno d'immagine subito dallo Stato che si aggirerebbe intorno a 5 milioni di risarcimento.