tracie e jb

Dopo 20 anni il cold case dell’omicidio di due 17enni trovate senza vita nel bagagliaio dell’auto di una delle vittime viene riaperto. A gettare nuova luce sul delitto rimasto insoluto e ormai chiuso da tempo, sarebbe la corrispondenza tra le tracce del dna dell’assassino ritrovato sulla scena del delitto e quello presente su un database online utilizzato per ricostruire la storia genealogica della propria famiglia. La vicenda, avvenuta a Dothan in Alabama, ha portato all’arresto di Coley McCraney, ex camionista di 45 anni, sul quale pendono adesso le pesanti accuse di duplice omicidio e stupro.

La ricostruzione del caso

Il ricorso a questa tecnica di indagine, nota come genealogia genetica, non è nuovo alle autorità americane.

Grazie a quest’ultima, infatti lo scorso anno le forze dell’ordine sono riuscite a identificare il famoso Golden State Killer che aveva terrorizzato la California per anni. Molti altri casi sono stati risolti grazie a questa tecnica.

Il luogo dove è stata ritrovata l'auto di JB
Agenti sul luogo del ritrovamento dell’auto. Fonte/CBS NEWS

Accusa di duplice omicidio e stupro

Le due vittime sono Tracie Hawlett e JB Beasley, due ragazze di 17 anni e migliori amiche. I loro corpi vengono trovati l’1 agosto del 1999, un giorno dopo la denuncia della loro scomparsa, nel bagagliaio dell’auto di JB.

Entrambe presentano una ferita da arma da fuoco alla testa e pare che una di loro sia stata persino stuprata. Grazie alle testimonianze le autorità sono riuscite a ricostruire gli avvenimenti della sera del 31 luglio in maniera abbastanza dettagliata. Pare che Tracie e JB avessero deciso di festeggiare il compleanno di quest’ultima recandosi a una festa a Headland, a circa 10 miglia a nord di Dothan. Dopo essersi messe al volante però le due ragazze si sono perse e hanno deciso di fermarsi a una stazione di servizio a Ozark per chiedere informazioni. Lì incontrano una donna che ha indicato loro la strada per ritornare a Danthon.

Tracie si è perfino fermata a chiamare la madre dicendole che avevano smarrito la strada ma che stavano tornando a casa. Le due amiche però quella sera a casa non ci tornarono e intorno alle 8 del mattino seguente, vennero dichiarate disperse. Poco dopo gli agenti di polizia di Ozark trovano la Mazda nera di JB parcheggiata su Herring Avenue, a meno di 1 miglio dal telefono pubblico che Tracie aveva usato la sera prima.

Il caso non venne mai risolto

Sul luogo del delitto vennero prelevati diversi campioni di dna, tuttavia la polizia non riuscì mai a trovare il colpevole. Ai tempi della triste vicenda ci fu anche un uomo, un certo Johnny William Barrentine, che si presentò alla polizia dichiarando di aver visto cosa fosse successo alle ragazze. L’uomo però fornì numerose versioni discordanti e alla fine ammise di aver dichiarato il falso unicamente per ricevere la ricompensa promessa a chiunque avesse dato una mano alle indagini.

“Incastrato” da un parente

In mancanza di un colpevole il caso rimase irrisolto e venne chiuso per essere riaperto solo recentemente a seguito di un “passo falso” di un parente del presunto assassino il quale ha immesso il proprio dna nel database di un sito usato per scoprire i propri antenati. Grazie alla combinazione con i campioni rinvenuti sull’auto di JB la polizia ha individuato una corrispondenza parziale e ha individuato in Coley McCraney il probabile colpevole dell’omicidio delle ragazze.

Arrestato dopo 20 anni per l'omicidio di 2 ragazze grazie a un sito di genealogia
Il capo di polizia Marlos Walker Foto: WTVY

Marlos Walker, capo della polizia di Ozark,  ha detto di conoscere personalmente McCraney e si è detto essere molto sorpreso della notizia. Walker ha anche detto che la polizia non è ancora in grado di stabilire in che modo McCraney avrebbe incontrato le ragazze quella notte ma che “il dna non mente“.

Nulla è ancora certo

McCraney si trova adesso nella prigione della contea di Dale in attesa di un’udienza preliminare che dovrebbe aver luogo nelle prossime settimane. Il suo avvocato David Harrison, ha dichiarato all’Associated Press di essere preoccupato che i social media condannino il suo assistito prima che siano le autorità a farlo e ha ammesso di essere molto preoccupato.