primo piano di nicoletta indelicato

C'è un reo confesso, una 29enne inchiodata dal compagno durante l'interrogatorio che si avvale della facoltà di non rispondere e il cadavere di una giovane 25enne martoriato dalla violenza eppure, ciò basta ad essere solamente un punto d'inizio, il punto d'arrivo delle indagini permane molto lontano. Le autoaccuse di Bonetta portano a galla i dettagli ma i legali sono consapevoli di essere ancora lontani dal movente: "Si tratta di dichiarazioni autoaccusatorie che devono comunque essere vagliate dalla magistratura - spiega a La Repubblica l'avvocato difensore del 34enne, Natale Pietrafitta - Per noi sono un punto di inizio non di arrivo". Continua ad essere un interrogativo importante quello che riguarda la morte di Nicoletta Indelicato, scomparsa domenica 17 marzo e il cui corpo è stato ritrovato la notte del 19 marzo.

I retroscena dell'omicidio faticano ad emergere

Continuano ad emergere dettagli dalle indagini circa la morte di Nicoletta Indelicato, uccisa domenica sera. In stato di fermo, per il suo omicidio, ci sono già due persone, una coppia di fidanzati: Carmelo Bonetta, 34enne, e Margareta Buffa, 29 anni. Quanto trapelato finora è venuto a galla per sola bocca di Bonetta, reo confesso dell'omicidio della ragazza. La compagna, amica della vittima, Margareta Buffa si è avvalsa della facoltà di non rispondere. A parlare però ci sono numerosi indizi, prove raccolte sul campo, dettagli forniti da Bonetta e diversi retroscena che emergono dalle deposizioni di chi conosceva bene Nicoletta.

L'uscita al pub insieme a Margareta

È certo che quando Nicoletta Indelicato poche ore prima di morire ha scritto a Margareta Buffa di uscire insieme, la 29enne aveva già in piano di ucciderla. Si sono incontrate al pub, hanno trascorso la serata insieme e poi Margareta l'ha accompagnata in macchina nel luogo del delitto, mentre in tutto questo Bonetta si trovava già con loro, pronto ad ucciderla nascosto nel bagagliaio dell'auto della compagna. La ricostruzione dell'omicidio del maestro di balli caraibici però non è però sufficiente a chiarire il quadro e su questo punto concordano tutti i legali, sia della difesa che dell'accusa.

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Nicoletta Indelicato, la 25enne uccisa domenica notte dopo essere uscita con Margareta Buffa, ora in stato di fermo. Fonte/Facebook Nicoletta Indelicato

Il giallo del cellulare scomparso

Mentre i sommozzatori dei Vigili del Fuoco hanno ritrovato l'arma del delitto nel torrente Mazzaro, un coltello da cucina di circa 20 cm usato da Bonetta per accoltellare la vittima, continua a mancare all'appello il cellulare di Nicoletta, all'interno del quale gli inquirenti sono convinti si trovino le risposte a tutti i tasselli mancanti del caso. Nicoletta Indelicato, quando ha raggiunto il pub insieme a Margareta Buffa, aveva il cellulare e lo aveva usato proprio per accordarsi con lei sull'orario. Il telefono della ragazza non c'è, non si trova eppure Bonetta in sede d'interrogatorio ha confermato che la sera dell'omicidio, il cellulare di Nicoletta lo aveva preso la compagna Margareta.

La bugia della 29enne subito dopo il delitto

Ma dalle parole di Bonetta emerge molto di più di quanto si è supposto al principio. Tra i moventi dell'omicidio c'è la gelosia e il rancore, ma non solo, di questo gli inquirenti hanno il forte sentore e vogliono continuare ad andare a fondo. I genitori di Nicoletta Indelicato, adottata insieme al fratello quando era piccola da due insegnanti molto stimati in zona, avevano cercato di contattare la figlia adottiva quando hanno iniziato ad avere il sospetto che fosse accaduto qualcosa. Non riuscendo a rintracciarla, hanno chiamato proprio Margareta che li aveva liquidati così, secondo quanto si legge su La Repubblica: "Ci siamo lasciate al pub Bernini, era tutto a posto". Una bugia, Margareta si era allontana dal pub insieme a Nicoletta e di questo c'è prova nei video registrati dalle telecamere di videosorveglianza.

"Diceva che ero un tossicodipendente"

Come già detto e ribadito anche dagli investigatori attivi sul caso, tra i moventi possibili sicuramente c'è la gelosia, ma anche soprattutto la vendetta. Bonetta, in sede di interrogatorio, oltre ad aggiungere dettagli sul piano omicida, formulato con la compagna nel pomeriggio, ha sottolineato la rabbia nutrita nei confronti di Nicoletta che avrebbe messo in circolo su di lui voci scomode: "Nicoletta doveva finirla di dire bugie sul mio conto. Diceva che ero un tossicodipendente ma non è vero - avrebbe confessato Bonetta agli agenti - Poi aveva confidato la storia tra noi due a Margareta".

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Nicoletta Indelicato. Fonte/Facebook Nicoletta Indelicato

Picchiata, accoltellata e data alle fiamme

Sempre Bonetta si assume la responsabilità di aver materialmente ucciso Nicoletta. Giunta nella campagna di Sant'Onofrio, in una zona poco trafficata, non appena è scesa dalla macchina Nicoletta è stata colpita alla nuca da un pugno di Bonetta, un colpo che le ha fatto perdere subito coscienza. Sul seguito, la violenza: "La benzina è stata un'idea mia - continua, sempre Bonetta come riporta La Repubblica - L'ho accoltellata e prima picchiata io. Col primo pugno alla nuca si è accasciata". Anche sulle modalità del delitto però, gli inquirenti nutrono forti dubbi. I genitori della Indelicato, anche loro, rimangono convinti che dietro all'omicidio della figlia adottiva non vi sia solamente la gelosia, negando quel "flirt" tra la ragazza e Bonetta di cui si è parlato in sede di interrogatorio.

La discoteca dopo il delitto e l'ombra dei riti satanici

Ci sono poi, infine, dettagli legati ai retroscena del delitto che portano gli inquirenti a dover considerare più piste e più aggravanti. Secondo quanto raccontato dal reo confesso, dopo aver cercato di disfarsi del corpo di Nicoletta dandolo alle fiamme ed essersi liberato del coltello, insieme a Margareta avrebbero raggiunto l'Area 14, una nota discoteca della zona, proseguendo la loro serata come se nulla fosse. E non è tutto perché altri particolari vengono a galla dal fitto chiacchiericcio degli abitanti di Marsala, sconvolti dalla vicenda. Non mancano voci riguardo riti satanici e messe nere - al momento solo pettegolezzi, chiacchiericcio di paese - che potrebbero aleggiare sull'omicidio di Nicoletta, indizi che in ogni caso gli inquirenti non possono non considerare.