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Mentre va avanti il processo a Innocent Oseghale per la morte di Pamela Mastropietro, sono stati mandati in onda durante il programma Quarta Repubblica alcuni video registrati dalle telecamere di sorveglianza della sala visite del carcere di Marino del Tronto (Ascoli Piceno).

Le immagini mostrano alcuni dialoghi tra Oseghale e la compagna, in cui lui dà la sua versione dei fatti sull’accaduto ma, contemporaneamente, puntualizza con la compagna che dentro quella stanza ci sono telecamere che non solo filmano ma registrano anche le loro conversazioni. 

La donna ha tentato il suicidio

A più di un anno di distanza da quel colloquio la vita della donna che amorevolmente sembra voler stare vicino al suo compagno, è caduta in uno stato di disperazione: i servizi sociali le hanno tolto l’affidamento dei figli e, qualche giorno fa, la donna ha tentato il suicidio tagliandosi la gola.

È viva ma tenuta sotto stretto monitoraggio. Il dramma le ha anche impedito di testimoniare all’ultima udienza del processo.

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Alcune delle immagini mostrate a Quarta Repubblica

Un uomo affettuoso, un padre di famiglia impaziente di conoscere il suo secondo figlio. Così appare Innocent Oseghale nei primi minuti del filmato riproposto a Quarta Repubblica: bacia la compagna, accarezza il suo pancione e sussurra parole dolci al figlio non ancora nato.

Discutono insieme del nome da dare al piccolo: Francesco? Leonardo? Chiacchiere da futuri genitori, discussioni di una normale coppia felice, ma è il contesto ad essere anomalo: è il carcere di Ascoli Piceno e il futuro padre è un uomo accusato di aver ucciso e fatto a pezzi una ragazza di poco più di 20 anni.

“Qui ci ascoltano”

Dopo un momento di dialogo “coniugale”, la donna ha cercato di avere delle risposte dal compagno. “Chi l’ha uccisa questa ragazza?” chiede la donna, che riporta la tesi dei medici che hanno fatto l’autopsia: non fu l’overdose a uccidere Pamela, bensì con due coltellate.

Lui si scagiona dalle accuse: “Lei si è fatta la siringa e poi è caduta a terra. È stato l’amico mio, non sono stato io. È la verità”. Poi, però, il dettaglio che lo contraddice e fa capire che ci sarebbe di più da dire: Lo sai che qui ci ascoltano? Ci sono le telecamere”.

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Pamela Mastropietro