non una di meno verona

Il secondo giorno del 13esimo Congresso della Famiglia che si sta svolgendo a Verona, una contro-manifestazione ha avuto luogo nella città scaligera, coinvolgendo associazioni femministe e famiglie arcobaleno. Sono 100mila le persone in piazza secondo gli organizzatori, mentre la questura segnala 20mila partecipanti. Si protesta contro le posizioni considerate anti-femministe, omofobe, anti-abortiste e oscurantiste del Congresso.

Migliaia a Verona contro il Congresso delle Famiglie

Un’onda fucsia ha travolto Verona, nel giorno più caldo del Congresso Mondiale della Famiglia, dove ha oggi parlato anche il ministro Matteo Salvini. Hanno aderito le associazioni per i diritti delle donne, con Non Una Di Meno in testa, la Cgil, le associazioni delle Famiglie Arcobaleno, e tantissimi cittadini che definiscono “medievali”, “oscurantisti” e “ipocriti” i valori propugnati dagli organizzatori del meeting.


Dall’aborto come un “omicidio” all’attacco alle famiglie arcobaleno

La manifestazione transfemminista si oppone alle proposte avanzate da alcuni relatori, che in questi giorni stanno destando scandalo. Massimo Gandolfini, organizzatore del Family Day, ha definito l’aborto “un omicidio“, difendendo i disgustosi gadget a forma di feto che sono stati distribuiti al Congresso: “Una fotografia della realtà“, ha dichiarato.

I gadget a forma di feto distribuiti al Congresso delle Famiglie. Foto: Twitter
I gadget a forma di feto distribuiti al Congresso delle Famiglie. Foto: Twitter

Nel mirino anche le famiglie arcobaleno, l’utero in affitto e le adozioni per le coppie LGBTQ. Ha partecipato alle contestazioni anche la figlia del leader del gruppo pro-vita, Maria Gandolfini: “Mio padre vuole che io bruci all’inferno perché sono separata. Mi considera un mostro. Lui ritiene che la mia famiglia sia da nascondere, qualcosa di cui vergognarsi. Da lui non ho mai ricevuto amore. Io invece sono qui col mio compagno e con le mie figlie per far vedere quanto è bella la mia famiglia allargata“, riporta l’ANSA.

Laura Boldrini: “La famiglia è dove c’è amore”

Presenti al corteo anche figure politiche come Laura Boldrini, ex Presidente della Camera, che ha visto respinta la sua legge contro il revenge porn. La deputata è scesa in piazza per difendere la legge 194 e il diritto all’autodeterminazione delle donne, oltre alle famiglie arcobaleno: “Senza il femminismo, senza il protagonismo politico delle donne, il mondo non sarà mai un posto migliore“.


Al corteo anche Monica Cirinnà, firmataria delle leggi sulle unioni civili, che insieme a Boldrini ha organizzato un contro-convegno “Per i diritti e le libertà di tutti e tutte“.