quartier generale Lavazza detto Nuvola

Non si ferma l’ondata delle buste sospette recapitate a diversi destinatari a Torino. Dopo quella recapitata a Chiara Appendino, sindaco della città, al cui interno era presente un congegno idoneo ad esplodere e la busta recapitata al consigliere della VI circoscrizione Alessandro Sciretti, esponente della Lega, altri pacchi sono stati recapitati nella giornata di oggi, questa volta però i destinatari erano ben altri: le multinazionali Lavazza, Vergnano e Ferrero. Se per gli esponenti politici la pista più battuta è quella anarchica, non è chiaro da chi arrivino queste buste.

Buste sospette a Lavazza: paura nella sede centrale

Si tratta di una lettera spedita dal Belgio, scritta in inglese e con all’interno una bustina di plastica contenente una strana polvere verde.

Consegnata al nuovo quartier generale di Lavazza, detto Nuvola. All’interno della busta c’era anche una lettera nella quale i soggetti ignoti minacciavano la Lavazza di inquinare il caffè a meno che questa non avrebbe pagato una certa cifra; 300mila euro, definiti dal mittente una cifra irrisoria per la compagnia. Sul caso indaga la Digos che non esclude alcuna pista, soprattutto quella anarchica dati i recenti sviluppi e la vicinanza del quartier generale della multinazionale del caffè all’ex asilo occupato (i due luoghi distano l’uno dall’altro poche centinaia di metri).

I vigili del fuoco di fronte alla Nuvola Lavazza. Credits: Ansa

La lettera e la polvere

Nella lettera il mittente non ha fatto troppi giri di parole spiegando che la misteriosa polvere altro non era che oleandrina, un veleno pericoloso prodotto in natura dall’oleandro. La sua ingestione può causare gravi danni gastrointestinali, come nausea e vomito, e cardiaci come aritmia e arresto cardiaco. Il mittente ha poi aggiunto: “Come saprete, è molto semplice introdurre un po’ di veleno, in polvere o liquido, in uno dei vostri prodotti che si trovano sugli scaffali dei supermercati”.

Infine la minaccia, il mittente ha fatto ben capire le sue intenzioni, o il pagamento della somma richiesta o la perdita dell’immagine e della reputazione. “Riuscite ad immaginare gli effetti disastrosi, per l’immagine della vostra compagnia, se i clienti iniziassero a morire avvelenati. Quindi, pensateci. Qual è il vostro vantaggio? O perdete 300mila euro (e per voi non è nulla) o perdete irrimediabilmente la vostra reputazione” La lettera pare essere stata firmata da un gruppo di individui che si definiscono “uomini d’affari”.

Disturbi alle vie respiratorie per alcuni dipendenti

Nella sede dell’azienda, oltre ad artificieri, vigili del fuoco e forze dell’ordine, sono arrivate anche diverse ambulanze del 118. Il motivo? Sette dipendenti della Lavazza, con gli uffici al primo piano, hanno accusato diversi problemi respiratori e alla vista. I dipendenti lavoravano nell’ufficio posta, dove appunto è stata recapitata la busta.

Il quartier generale della Lavazza. Credits: Ansa

Lettere anche a Vergnano e Ferrero

È arrivata nel pomeriggio invece, la notizia che lettere simili sono giunte tra ieri e oggi anche in altre due aziende di fama internazionale.

Si tratta della Vergnano, con sede a Santena e della Ferrero, madre della Nutella, con sede ad Alba. Anche in questo caso era presente la polvere velenosa; sul posto sono intervenuti carabinieri e artificieri. Le aziende non hanno sospeso la produzione, le indagini proseguono.

Esclusa la pista anarchica

AGGIORNAMENTO DELLE ORE 23- La Digos ha per ora escluso la pista anarchica. Nelle ultime ore è emerso che buste simili sono arrivate anche presso la sede dell’azienda del caffé Illy e di un’azienda di cosmesi del milanese.

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