Salvini Mai detto che Ilaria Cucchi fa schifo. Al Pd arriverà una querela

Nel post pubblicato su Twitter qualche ora fa, Salvini promette una querela nei confronti del Partito Democratico. Il motivo sarebbe l’aver diffuso una dichiarazione falsa del ministro dell’Interno su Ilaria Cucchi. “Ilaria Cucchi mi fa schifo“, questa la frase incriminata, ripresa più volte nel corso degli anni, da social, testate e comuni cittadini. 

Salvini e la promessa di querela

Non si è ancora tenuto il tanto discusso incontro tra Salvini e la famiglia Cucchi, ma, intanto, il ministro dell’Interno ha voluto smentire, per l’ennesima volta, la frase a lui attribuita sulla sorella di Stefano Cucchi. Ha appena pubblicato un post su Twitter con una foto e una didascalia che parlano chiaro. La dichiarazione in questione sarebbe “Ilaria Cucchi mi fa schifo“. La didascalia scritta da Salvini sul suo profilo social recita: “BASTA. Avevo già smentito: la mia affermazione riguardava non la persona ma un POST di Ilaria Cucchi. Post che lei stessa cancellò successivamente, ammettendo l’errore. E al PD arriverà una querela“.

Il post di Matteo Salvini su Twitter. Fonte: Matteo Salvini/Twitter
Il post di Matteo Salvini su Twitter. Fonte: Matteo Salvini/Twitter

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L’episodio

Era il gennaio 2016 e Ilaria Cucchi aveva pubblicato un post su Facebook, molto dibattuto, con la foto di uno dei carabinieri indagati per l’omicidio del fratello Stefano. Matteo Salvini, intervistato dal programma radiofonico La Zanzara, su Radio 24, aveva così commentato: “Capisco il dolore di una sorella che ha perso il fratello ma mi fa schifo. È un post che mi fa schifo. Ci sarà un uno per cento tra chi porta una divisa che sbaglia e deve pagare, anzi deve pagare doppio se porta una divisa, ma io sto sempre comunque con polizia e carabinieri. E averne come quelli che abbiamo in Italia. La sorella di Cucchi si dovrebbe vergognare, per quanto mi riguarda“.

Ilaria Cucchi in tribunale. Fonte: Ilaria Cucchi/Facebook
Ilaria Cucchi in tribunale. Fonte: Ilaria Cucchi/Facebook

Infine, durante quell’intervista, il ministro aggiungeva: “Mi sembra difficile pensare che, in questo come in altri casi, ci siano stati poliziotti o carabinieri che abbiano pestato per il gusto di farlo, però, se così fosse, chi l’ha fatto dovrebbe pagare“. E, forse ora, dopo 9 lunghissimi anni, è giunto il momento che i colpevoli paghino.