raimondo etro


Il tanto decantato reddito di cittadinanza che Luigi Di Maio ha fortemente voluto per sollevare dalla disgrazia del quotidiano i deboli e gli affamati è stato destinato anche qualcuno di forse inaspettato: Raimondo Etro, ex brigatisti e condannato per la strage di via Fani e l’omicidio del Giudice Palma.

Salvini, Di Maio e le "cose buone"

È stato proprio Etro a comunicare di aver ricevuto il reddito di cittadinanza con un post su Facebook: "Qualcuno in futuro dirà: 'Salvini e di Maio hanno fatto anche alcune cose buone'.....e a ragione…..”.



Un richiamo inequivocabile al noto modo di dire “Ha fatto anche cose buone” che spesso si lega a Benito Mussolini e al periodo fascista.

La risposta di Etro alle polemiche

La polemica sul web serpeggia. Mentre la pagina Facebook dell’Inps è messa a ferro e fuoco da coloro che hanno visto assegnarsi una cifra ben al di sotto delle aspettative (in molti dichiarano che riceveranno solo 40 euro) e da chi non riesce a capire il funzionamento delle pratiche, in molti si sono chiesti: perché un condannato per omicidi e stragi dev’essere aiutato dallo Stato italiano?

A rispondere, con un secondo post su Facebook è proprio Etro: “Si sono scatenate le polemiche perché, in quanto disagiato e invalido civile, l'INPS ha accettato la mia domanda per il Reddito di Cittadinanza. Mi chiedo. Cosa dovrei fare visto che non ho altri mezzi di sostentamento? Andare a presentare libri come i miei ex compagni che hanno tanti appoggi a sinistra? Oppure chiedere lavoro a Rifondazione, a Il Manifesto, all'Anpi, come molti altri? Se siete così indignati, protestate per farmelo togliere”.

Secondo Etro, sarebbero altri gli ex brigatisti su cui porre l’attenzione: “Ma ricordate che Valerio Morucci lavora per il generale Mori e gli stragisti Mambro e Fioravanti lavorano per i Radicali. solo per citarne alcuni....Per loro niente proteste oppure come molti giornalai 'aprite bocca solo per dare fiato?' ".