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La posizione di Armando Siri è sempre più precaria, nonostante il quadrato fatto dal suo partito intorno al sottosegretario ai Trasporti. La presunta tangente presa da Siri sarebbe arrivata da Paolo Franco Arata, ex deputato di Forza Italia ritenuto tramite per gli interessi di Vito Nicastri. Quest’ultimo è considerato uno degli imprenditori che curano gli interessi del boss latitante di Cosa Nostra Matteo Messina Denaro. Il figlio di Arata, è venuto alla luce, sarebbe stato assunto a Palazzo Chigi dal sottosegretario Giorgetti, notizia che sta creando nuove tensioni con il Movimento 5 Stelle. Sia il premier Giuseppe Conte che il vicepremier Luigi Di Maio hanno lanciato avvertimenti chiari a Matteo Salvini.

Conte: sulle dimissioni di Siri la decisione nei prossimi giorni

Il caso del sottosegretario Armando Siri, indagato per corruzione insieme a un presunto faccendiere legato a Cosa Nostra, continua a scuotere la maggioranza di governo. In un’intervista a Il Corriere della Sera, Giuseppe Conte non sembra incline ad accettare supinamente la difesa leghista del sottosegretario. Sulle dimissioni, rigettate senza se e senza ma da Salvini, dichiara che “Completerò presto la valutazione e la decisione verrà adottata nei prossimi giorni“.

Il presidente del Consiglio cerca di abbassare i toni: “Siamo di fronte a un semplice avviso di garanzia, per accuse delle quali, allo stato, so quanto sanno tutti“. Poi avverte il leader della Lega, che sarebbe pronto a far cadere il governo dopo le europee, secondo alcuni osservatori: “Salvini ha una vita davanti a sé per fare il premier, se e quando si creeranno le condizioni. Non in questa legislatura“.

Armando Siri. Foto: Facebook
Armando Siri. Foto: Facebook

Il figlio di Arata assunto a Palazzo Chigi da Giorgetti

La difesa di Siri potrebbe diventare sempre più compromessa. Il figlio del faccendiere con presunti legami mafiosi, Federico Arata, risulta infatti assunto dal sottosegretario Giancarlo Giorgetti al Dipartimento programmazione economica. La Lega difende la scelta di Arata jr. rigettando “polemiche e insulti che si sgonfieranno nell’arco di qualche ora” e definendo il consulente “persona preparata“.



Una scalata ai vertici quella dell’imprenditore dell’eolico e della sua famiglia che lo avrebbero portato ad essere scelto anche come commissario per lo “Sblocca cantieri” dallo stesso Siri. La controversa riforma del codice degli appalti è già stata bocciata da Raffaele Cantone, presidente dell’Anticorruzione, che a Radio Capital ha dichiarato: “Non mi va di dire che è una norma sblocca tangenti, è esagerato, ma non va nella giusta direzione. E non credo che servirà davvero a sbloccare gli appalti“.

Di Maio all’attacco: “La Lega deve spiegare”

Il Movimento 5 Stelle non è disposto a passare sopra al caso Siri e a dirlo chiaramente su La Repubblica è Luigi Di Maio. “L’innocenza la decidono i giudici, non la politica. Quello era Berlusconi“, dichiara il ministro, “Io mi auguro che lui possa dimostrare la sua innocenza. Ma qui si tratta di opportunità politica. C’è un’indagine per corruzione in cui c’entra anche la mafia, non è uno scherzo. E c’è di mezzo un faccendiere che sembra essere un link tra Forza Italia e Lega“.


Le grane per Matteo Salvini non mancano, nonostante il ministro dell’Interno ieri si sia definito “tranquillo“. Le indagini su Armando Siri continueranno e le sorprese potrebbero non arrivare solo dalla Procura di Palermo. Sia l’opposizione che l’alleato di governo sembrano intenzionate a battere duro sui gravi procedimenti giudiziari che incombono sul partito di Salvini.