Cronaca

Lega, 3 milioni spariti dalle casse del partito: la denuncia de L’Espresso

L'Espresso analizza i conti della Lega e scopre che 3 milioni di euro non sarebbero dove devono essere. Soldi versati dai sostenitori di Salvini e finiti nei conti privati dei commercialisti del Carroccio e delle società che fanno capo a loro
lega salvini

L’Espresso ha presentato in esclusiva un’inchiesta incentrata sui conti della Lega. La rivista di Marco Damilano svela come, tramite diverse società private e un gruppo di fedelissimi commercialisti, almeno 3 milioni di euro versati dai cittadini siano scomparsi dalle casse del partito. Un gioco di prestigio che sarebbe stato messo in scena da un partito che deve allo Stato 49 milioni di euro, rateizzati dopo l’accordo di Matteo Salvini con il Tribunale di Genova.

Chi tiene in mano i soldi della Lega

A fare i conti in tasca sono i giornalisti Giovanni Tizian e Stefano Vergine, che hanno passato al setaccio i conti correnti di Lega Nord e Lega per Salvini premier, oltre che delle società legate al partito.

Si scopre che i soldi versati dai sostenitori di Salvini per il partito sarebbero finiti su conti personali di tre commercialisti legati al Carroccio e delle società che controllano. Tra questi c’è Giulio Centemero, tesoriere del partito indagato per finanziamento illecito nell’inchiesta sullo stadio della Roma.

Il costruttore Luca Parnasi avrebbe versato 250mila euro nelle casse di “Più Voci” di Centemero, associazione fondata insieme ad Alberto Di Rubba.

Anche lui è una figura chiave nell’amministrazione del tesoretto della Lega, così come Andrea Manzoni, revisore legale della Lega al Senato. Di Rubba e Manzoni sarebbero anche a capo di tre società, “Studio Dea Consulting”, “Cld” e “Non Solo Auto”, che avrebbero ricevuto 1,7 milioni di euro dal partito per delle fatture dal 2015 al 2018. Manzoni, dall’ottobre del 2018, ha ceduto le sue quote a Di Rubba, rimanendo comunque uno degli uomini di fiducia di Salvini. In tutto, rivela L’Espresso, sarebbero 3 milioni di euro i soldi che dalle casse del partito sono evaporati, risucchiati da una miriade di società di comodo e su conti privati dei plenipotenziari degli affari padani.

Lega per Salvini a Piazza del Popolo, Roma
Lega per Salvini a Piazza del Popolo, Roma

Quel fabbricato venduto al doppio del valore

Di Rubba è direttore amministrativo della Lega alla Camera e ad di Pontida Fin, un’altra delle “casseforti” del partito. Il commercialista è stato presidente del cda di Lombardia Film Commission, fondazione a partecipazione pubblica protagonista di un’altro strano passaggio di soldi. La fondazione è finanziata dalla Regione Lombardia, che avrebbe versato almeno 1,4 milioni di euro, del Comune di Milano, fondazione Cariplo e Unioncamere regionale e nel 2014 la giunta Maroni piazza al vertice proprio Di Rubba.

Il quale riesce a concludere un affare davvero vantaggioso, da alcuni punti di vista: la compravendita di un immobile per 800mila euro a Cormano. Il fabbricato è stato venduto dalla “Andromeda srl” che lo aveva acquistato circa 10 mesi prima per 400mila euro.

La misteriosa fine della “Andromeda srl”

La società è stata sciolta dopo la compravendita dell’immobile alla Lombardia Film Commission, e ad incassare gli 800mila euro è stata “Futuro Partecipazioni” altra società che controlla la “Andromeda”.

La “Futuro partecipazioni” è amministrata da Michele Scillieri, commercialista nel cui studio è registrato il domicilio della Lega per Salvini premier. Scilleri allo stesso tempo della compravendita dell’immobile era anche sindaco della Lombardia Film Commission che ha comprato il fabbricato e dopo di questa è stato nominato contabile amministrativo. I soldi pubblici incassati dalla “Andromeda” vengono in pochi giorni versati ad una serie di società che la rivista riconduce allo stesso Alberto Di Rubba.

Insomma, i conti della Lega, dopo la condanna di Belsito e Bossi, sembrano quantomai nebulosi, certamente legati a pochi personaggi che ne detengono le chiavi e sembrano trarne un vantaggio non indifferente.

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