Politica

Lega e 3 milioni di euro, Zingaretti sul M5S: “Complici di questo sistema”

Fioccano le reazioni a quanto emerso dall'inchiesta de L'Espresso: a parlare c'è anche il segretario del Partito Democratico, Nicola Zingaretti, che definisce in una nota gli alleati di governo "complici"
salvini zingaretti

Si parla di nuovo di giri di milioni di euro per la Lega. Anche questa volta si parla di cifre fatte sparire dalle casse del partito, o meglio di ammontare che sarebbero stati incassati dal Partito per mezzo di aziende ad esso affiliate. Il vaso di Pandora è stato scoperchiato da L’Espresso, con un’inchiesta uscita questo weekend.

Inevitabilmente, molte sono state le reazioni dagli avversari del Partito, ma anche da parte degli alleati di governo. La componente gialla del governo del Cambiamento ha infatti chiesto risposte chiare su quanto raccontato da L’Espresso.

Zingaretti tira in ballo il M5S

Dal Partito Democratico arrivano le parole di Nicola Zingaretti che, oltre a sollecitare delle risposte palesi dalla Lega, chiede che a fare la propria mossa sia il lato pentastellato della medaglia.

Zingaretti non ha paura di essere garantista ma, al contempo, valuta con grande serietà l’inchiesta del settimanale: “L’inchiesta del settimanale ‘Espresso’ sulle donazioni alla Lega è pesante e descrive un sistema torbido. Siamo garantisti ed aspettiamo, prima di emettere giudizi, la parola definitiva che può essere espressa, in un paese civile, solo dai tribunali e dalla Magistratura”.

Il segretario di Pd non ha paura di parlare di un atteggiamento di complicità da parte del MoVimento 5 Stelle: “Politicamente però mi preme sottolineare un passaggio: i 5Stelle provano, ogni giorno, con dichiarazioni e comunicati, a prendere le distanze dalla Lega. Succede oggi, sul caso Siri, sulla mafia rom di Latina. La smettano. Sono complici di questo sistema. Coi loro voti sostengono Salvini, la Lega e tutto quel mondo al governo del Paese”. Sono chiari i cenni ad eventi del recente passato, come il sostegno garantito dal MoVimento 5 Stelle a Salvini per il caso Diciotti.

L’invito di Zingaretti, naturalmente, tira l’acqua al Mulino del Pd: “O dopo le parole seguono i fatti, oppure quella dei 5Stelle è solo ipocrisia. Ogni giorno che passa sono sempre più complici di Matteo Salvini. Complici. Amiamo l’Italia e all’Italia serve lavoro, alzare i salari più bassi, dare incentivi alle imprese, aprire i cantieri, investire sulla scuola, avere una politica estera degna di questo nome. Un’altra possibilità c’è e noi la stiamo organizzando. Ma il problema, ora, è questo governo del nulla”.

Poche, e in sapor di smentita, sono le parole di Matteo Salvini che cade sull’argomento dopo un incontro elettorale a Palazzolo (Milano). “Non c’è niente da chiarire, sono solo fantasie” dice il leader della Lega. Scherza sulla quantità, a suo dire, di inchieste de L’Espresso sulla Lega: “È la 16esima, aspetto la 17esima”.

Le sue parole non rassicurano però in maniera assoluta i suoi alleati di governo. I pentastellati ripetutamente tirati in ballo da Nicola Zingaretti. Primo Di Nicola, senatore M5S, ha infatti dichiarato tramite una nota riportata da numerose fonti: “Uomini in alcuni casi posti ai vertici di enti e organismi pubblici su indicazione del Carroccio e protagonisti persino di ricche compravendite immobiliari di cui il settimanale evidenzia l’opacità A questo punto servono risposte chiare da parte delle Lega”.

Di Nicola rincara poi la dose, e aggiunge: “Così come si aspettano risposte dal partito di Salvini sul caso Siri e gli inquietanti legami con Paolo Arata, imprenditore dell’eolico socio in affari con l’imprenditore Vito Nicastri sotto accusa per aver finanziato la latitanza del super boss Matteo Messina Denaro e proprio in ragione di queste collusioni oggetto del più grande sequestro di beni, oltre un miliardo di euro, mai ordinato sul fronte della lotta antimafia in Italia”.

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