Cronaca

Ragusa, Simone chiamò la madre prima del delitto: “Sto uccidendo Alice”

Simone Cosentino e la moglie stavano passando un periodo di crisi nel loro rapporto: le indagini permetteranno di scoprire di più sul delitto e su quale possa essere stata la molla che ha fatto scattare la follia omicida
simone alice ragusa

Assumono un valore inquietante, ora, i “ti amo” che Simone Cosentino scriveva su Facebook, in pubblico, alla moglie Alice Bredice. Poche ore dopo uno di quesi messaggi plateali e romantici Simone ha infatti preso la sua pistola di ordinanza ed ha sparato alla moglie nel sonno, puntando la canna contro la sua nuca ed esplodendo non uno ma 3 colpi.

Lo ha fatto perché lei, a quanto pare, voleva lasciarlo: lui non poteva accettarlo ed ha deciso che il loro matrimonio sarebbe finito con due cadaveri, purtroppo ritrovati proprio dalle loro bambine.

Aveva chiamato sua madre poco prima

Non è stato un raptus a convincere Simone Cosentino che l’unica possibilità era un omicidio seguito da un suicidio.

L’uomo, poco prima di sparare alla moglie, avrebbe telefonato a sua madre affidandole le due bambine: “Prendetevi cura delle mie bambine, sto uccidendo Alice

A quanto pare il loro matrimonio era in crisi, anche se cercavano di non mostrarlo pubblicamente: “Tu quando manchi manca qualcosa di bello”, aveva scritto lui sotto una foto di lei, su Facebook. Ora quella frase non è più visibile: il profilo di Simone Cosentino è offline da dopo la tragedia.

Non c’erano stati segnali preoccupanti

A quanto pare non c’era apparente motivo per pensare che Cosentino sarebbe arrivato a compiere un gesto tanto estremo e inconcepibile. Lui di Ragusa, aveva conosciuto lei a Susa, in provincia di Torino, per via di un trasferimento lavorativo. Poi, il trasferimento in coppia, a Ragusa. Qui i due avevano avuto le due bambine, che ora sono affiancate da un team di supporto psicologico che le sta aiutando a superare il trauma.

Il questore Salvatore La Rosa, a Ragusa, ha assicurato che niente del comportamento di Cosentino poteva dare segnali d’allarme: “Il suo fascicolo personale, dal punto di vista disciplinare e sanitario è pulito.

Sono senza parole”.

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