il pugno di un uomo

Giunge dall’Inghilterra una drammatica notizia che fa riferimento ad un accaduto del 2016 e che ricalca quanto recentemente accaduto qui in Italia, a Cardito, nel gennaio scorso ove i piccoli figli di una donna sono stati brutalmente picchiati dal compagno della stessa. Al centro di questa tragica notizia di cronaca c’è un piccolo bimbo di 3 anni di nome Riley Siswick, ucciso dal compagno della madre dopo un bestiale pestaggio. I dettagli di questa atrocità stanno emergendo in questi mesi.

Uccide il figlio della compagna con calci e pugni

A constatare la morte del piccolo sono stati paramedici molte ore dopo il suo effettivo decesso.

I fatti avvennero nel 2016 ma gli effettivi sviluppi riportano una data recentissima. Martedì prossimo avrà infatti luogo una nuova udienza per quanto riguarda la morte del piccolo Riley Siswick, un bambino inglese di appena 3 anni ucciso dal compagno della madre e dal silenzio di quest’ultima. Sulle cause è ancora difficile indagare e in tutti questi anni gli accusati hanno sempre respinto ogni accusa ma il corpo del piccolo ha portato alla luce dettagli non trascurabile e che narrano in solitaria la verità.

Botte da far esplodere l’intestino

Il piccolo è stato ucciso e con una violenza indicibile. Le analisi sul cadavere però ebbero inizio già ben oltre 2 giorni dopo la sua morte, il momento in cui la madre del piccolo – Kayleight Siswick – denunciò l’accaduto. Prima di quella chiamata ai paramedici intercorsero 2 giorni di assoluto silenzio che per gli investigatori non fu altro che un metodo alternativo per difendere il compagno. Fu lui infatti, secondo quanto emerso dalle indagini, che nel 2016 colpì il piccolo Riley con calci e pugni tanto da causargli una peritonite e shock ipovolemico a causa della perdita di liquidi.

Colpi brutali che hanno provato la rottura delle pareti dell’intestino del piccolo con conseguente riversamento di liquidi nell’addome, causa dell’infezione che lo ha ucciso. Dopo la sua morte in casa a Marsh, né la madre né il compagno hanno avvisato i medici e quando la chiamata è effettivamente giunta, a distanza di 2 giorni dal decesso, la madre parlò di “diarrea e vomito“, un tentativo secondo gli investigatori per coprire il delitto commesso dal compagno.