Cronaca dal Mondo

Julian Assange condannato a 50 settimane di reclusione

Julian Assange è stato condannato a 50 settimane di reclusione da una Corte di Londra
Julian Assange condannato

Ieri, Julian Assange è stato condannato a 50 settimane di reclusione dalla Southwark Crown Court di Londra per la violazione dei termini del rilascio su cauzione nel 2012 quando si rifugiò nell’ambasciata londinese dell’Ecuador, dove è stato tratto in arresto l’11 aprile scorso da Scotland Yard, per non essere estradato in Svezia. Intanto, in Inghilterra, oggi, sono iniziate le attività giudiziarie volte a prendere in esame l’eventuale estradizione di Julian Assange negli Stati Uniti.

La condanna di Julian Assange

Come spiega Repubblica, dietro la condanna emessa dal giudice Deborah Taylor della Southwark Crown Court di Londra contro Julian Assange, c’è una vicenda giudiziaria risalente al 2010.

Dopo la divulgazione di alcuni documenti sensibili del Pentagono e dell’ex militare Chelsea Manning da parte di Wikileaks che dimostravano i crimini di guerra commessi dal governo USA in Iraq e in Afghanistan, Julian Assange era finito nel mirino delle autorità svedesi che avevano aperto un’inchiesta per stupro contro di lui. Pochi giorni dopo, l’accusa venne derubricata da stupro a molestie sessuali.

L’1 settembre 2010 l’inchiesta per stupro viene riaperta dal magistrato Marianne Ny. Julian Assange ha collaborato con le indagini e, dopo aver ottenuto il permesso di lasciare la Svezia, si è recato a Berlino il 27 settembre del 2010. Il magistrato ha emesso contro di lui quel giorno un mandato di arresto adducendo come motivazione la difficoltà di interrogarlo.

Julian Assange condannato
Julian Assange. Credits: Wikileaks Twitter

Con il timore che il ritorno in Svezia per l’interrogatorio preludesse l’estradizione in USA dove Julian Assange ha sempre temuto di essere incriminato senza un equo processo per la divulgazione dei documenti sensibili del Pentagono riguardo i crimini di guerra commessi dagli USA in Afghanistan e Iraq, il fondatore di Wikileaks ha usato tutti gli strumenti legali in suo potere per chiedere di essere interrogato a Londra.

Nonostante le sue richieste, non ha mai ottenuto la possibilità di essere interrogato in Inghilterra. A giugno del 2012, Julian Assange si sarebbe quindi dovuto consegnare alle autorità britanniche ma ha chiesto asilo all’ambasciata Ecuadoregna a Londra, che ha accettato la sua richiesta, violando quindi i termini del suo rilascio.

Per il fatto di non essersi consegnato alle autorità inglesi in quell’occasione, 7 anni fa, Julian Assange è stato condannato a 50 settimane di reclusione.

Il rischio di estradizione in Usa

Ieri, Julian Assange attraverso il suo avvocato Mark Summers in una lettera alla Corte che l’ha condannato si è detto “pentito” di aver violato i termini del suo rilascio su cauzione. Il leader di Wikileaks ha spiegato di aver agito in questo modo spinto dal timore che l’estradizione in Svezia, dove pendeva su di lui un mandato di arresto per l’accusa di stupro adesso archiviata, preludesse quella negli USA.

Il “giorno buio della libertà di stampa“, come Edward Snowden – divulgatore di prove e documenti che hanno attestato lo spionaggio globale cui gli USA sottoponevano i propri cittadini e quelli di mezzo mondo – ha definito il giorno dell’arresto di Julian Assange rischia di concludersi con l’estradizione negli USA per il fondatore di Wikileaks. Se ciò avvenisse e se Julian Assange fosse condannato negli Stati Uniti per la divulgazione dei documenti top secret del Pentagono, potrebbe restare in carcere fino alla morte. L’account Twitter di Wikileaks ha commentato con queste parole la condanna: “La sentenza contro Julian Assange è tanto scioccante quanto vendicativa.

Nutriamo gravi preoccupazioni rispetto al fatto che possa ricevere nel Regno Unito un’udienza imparziale sull’estradizione“.

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