Procura di Avellino sequestra barriere stradali su 12 viadotti, compreso quello di Acqualonga, dove avvenne la strage di Avellino

Quella che è passata alle cronache come la strage di Avellino vede aprirsi un nuovo capitolo giudiziario, questa volta incentrato sulle condizioni non idonee delle barriere stradaliche avrebbero dovuto trattenere il bus ed evitare che precipitasse dal ponte facendo un volo di 30 metri e causando la morte di 40 persone. Adesso, si trovano iscritti nel registro degli indagati 3 manager di Autostrade per l’Italia e la Procura di Avellino ha sequestrato le barriere situate sui bordi di 12 viadotti della A16 Napoli-Canosa, comprese quelle del viadotto Acqualonga, dove ebbe luogo la strage.

Le barriere ritenute pericolose

La Procura ha deciso di sequestrare le barriere poste su 12 viadotti della A16 Napoli-Canosa comprese quelle presenti sul tratto tra Baiano e Benevento, in cui si trova il viadotto di Acqualonga, dove ebbe luogo la cosiddetta strage di Avellino, perché giudicate pericolose. La viabilità sui tratti interessati non avrebbe comunque subìto variazioni. La decisione della Procura di Avellino viene dopo l’apertura di un’inchiesta bis per disastro colposo. La perizia effettuata dall’ingegnere Felice Giuliani dell’Università di Parma aveva messo in luce come Autostrade per l’Italia non avesse adempiuto agli obblighi di legge che costringono la società a presentare rapporti biennali sull’efficenza delle barriere.

Come spiegato da Il Fatto Quotidiano, il Ministero delle Infrastrutture, nella persona del direttore generale Virginio Di Giambattista, ha informato nel 2018 il perito nominato dal giudice, Felice Giuliani, di non aver mai ricevuto questi rapporti sullo stato delle barriere stradali poste sulla A16 Napoli-Canosa.

Strage di Avellino. sequestrate barriere stradali di 12 viadotti
Un’immagine del bus precipitato

Il perito non aveva potuto far altro che constatare nella sua relazione quanto segue, come aveva riportato il Corriere della sera: “Qualora fosse stato perfettamente manutenuto il sistema di ritenuta new jersey in questione, sarebbe stato in grado di trattenere l’autobus Volvo mobilitando numero adeguato di blocchi in calcestruzzo nel previsto funzionamento a catena di fronte, non solo alla severità dell’urto ricostruito dallo scrivente, ma anche nei confronti dei più sollecitanti infatti ipotizzati sia dei consulenti tecnici del pubblico ministero sia dei consulenti tecnici della concessionaria autostradale“.

Secondo il perito, dunque, se Autostrade avesse eseguito i necessari lavori di manutenzione sulle barriere dei viadotti, il bus in cui persero la vita 40 persone non sarebbe precipitato nel vuoto schiantandosi al suolo dopo un volo di 30 metri e causando la tragedia.

Indagati 3 manager di Autostrade

L’11 gennaio scorso, era arrivata la sentenza che assolveva l’ad di Autostrade per l’Italia Giovanni Castellucci per la strage di Avellino. Le proteste dei familiari delle vittime presenti in aula erano state assai accese, anche perché solo 8 dei 15 indagati erano stati condannati. Con l’inchiesta bis aperta dalla Procura di Avellino, sono finiti nel registro degli indagati 3 manager di Autostrade: Michele Renzi, Costantino Vincenzo Ivoi e Massimo Giulio Fornaci. Michele Renzi e Massimo Giulio Fornaci erano imputati anche nel processo che ha visto l’assoluzione di Giovanni Castellucci.

L’unico a essere condannato era stato Michele Renzi che aveva subìto una pena di 5 anni.

Strage di Avellino, indagati 3 manager di Autostrade
Un’altra immagine del tragedia