Cronaca

Cucchi, il processo ai medici potrebbe finire con la prescrizione dei reati

Il processo Cucchi ai 5 medici dell’ospedale Pertini potrebbe concludersi con la prescrizione del reato di omicidio colposo: i termini della stessa erano infatti scattati lo scorso 20 aprile, il che blocca relativamente le maglie della giustizia. A parlarne, in fase di requisitoria processuale, è il procuratore generale Mario Remus, che ha definito la prevedibile […]
cucchi obitorio

Il processo Cucchi ai 5 medici dell’ospedale Pertini potrebbe concludersi con la prescrizione del reato di omicidio colposo: i termini della stessa erano infatti scattati lo scorso 20 aprile, il che blocca relativamente le maglie della giustizia.

A parlarne, in fase di requisitoria processuale, è il procuratore generale Mario Remus, che ha definito la prevedibile sentenza processuale come una “sconfitta della giustizia”.

Il processo che sta avendo luogo parallelamente a quello più mediatamente seguito (il Cucchi-bis, che vede alla sbarra i carabinieri coinvolti nel caso) potrebbe presto arrivare a sentenza.

Ad essere imputati in questo processo d’appello (il terzo, per quanto riguarda i medici) sono il primario di reparto Aldo Fierro e i dottori Flaminio Bruno, Luigi De Marchis, Silvia Di Carlo e Stefano Corbi. l’accusa a loro carico è di omicidio colposo.

Una perizia ha dato nuove risposte

Lo scorso ottobre era stata depositata una perizia medico-legale redatta dal dottor Alois Saller e la professoressa Anna Aprile, che avevano riesaminato la condotta dei medici sottolineando delle potenziali criticità sul loro operato che, insieme ad altri fattori (tra cui le conseguenze del pestaggio) sarebbero state fondamentali nel declino fisico di Cucchi.

In particolare, scrivevano: “Non è possibile, con ogni evidenza, fornire valutazioni precise sull’entità delle probabilità di salvezze legate ad una condizione di corretto apporto nutrizionale, tuttavia, l’ipotesi che una diversa “cura” (…)in particolare se messa in atto fin dai primi giorni di ricovero, avrebbe potuto evitare il decesso, impedendo il verificarsi dell’arresto cardiaco, o consentendo un intervento immediato dello stesso, è ipotesi plausibile e supportata dai dati scientifici”.

Le parole di Remus

Anche il pg Remus trova una responsabilità palese nella condotta dei professionisti dell’ospedale, laddove “è vero, forse Cucchi era un paziente difficile, ma perché aveva anche delle recriminazioni per come la giustizia lo stava trattando, visto che era incensurato”. Rileva come scorretto il fatto che “non si scriveva mai quanti liquidi assumesse il paziente, tanto che a un certo punto dopo diversi giorni un infermiere si è accorto che qualcosa non andava e ha chiesto di controllare se Cucchi bevesse e quanto bevesse, ma era ormai troppo tardi”.

Il prossimo 3 luglio saranno ascoltate le difese degli imputati, che avranno così modo di portare avanti il loro impianto difensivo. Questo processo di appello arriva dopo che, per ben due volte, la Corte di Cassazione ha annullato le precedenti sentenze di assoluzione in secondo grado, dichiarando che il processo sarebbe stato da rifare.

Potrebbe interessarti