Il piccolo Alessandro Maria sta meglio il commovente post sui social

Era stato dimesso alla fine di gennaio scorso, il piccolo Alessandro Maria Montresor, affetto da Linfoistiocitosi emofagocitica (HLH). Adesso, attraverso la pagina Facebook creata dai genitori, ha voluto ringraziare e aggiornare tutte le persone che lo hanno seguito. Ha dedicato parole commoventi per i medici, per gli infermieri, per i donatori e per tutti i bimbi come lui, che combattono ogni giorno una battaglia per la loro salute. 

Alessandro Maria, un guerriero

Quattro mesi fa il piccolo aveva subito un trapianto di cellule staminali all’ospedale Bambino Gesù di Roma. Tutto sembra essere andato per il meglio e le parole scritte sulla pagina a lui dedicata, creata dai genitori, sono davvero commoventi.

Ciao a tutti, scusate se non vi ho aggiornato per un po’ di tempo ma con mamma e papà, assieme a tutti i medici ed infermieri che mi hanno premurosamente curato in questo periodo, abbiamo deciso di essere concentrati sulla mia ripresa senza permetterci alcuna forma di distrazione. Non è stato semplice, sono stato lontano da tutto e da tutti, ma adesso che il catetere venoso centrale, collegato al mio cuoricino per permettere l’infusione dei farmaci oltre che delle cellule staminali di papà, è stato tolto ed abbiamo avuto conferma dagli ultimi esami che le cellule del mio papà hanno completamente sostituito quelle mie malate, posso finalmente intraprendere una nuova avventura: vivere come i bimbi delle mia età.

Ho combattuto come un guerriero, mi sono aggrappato alla vita con tutte le mie forze, così come giorno dopo giorno lo stanno facendo tanti altri bambini e malati che impavidi stanno combattendo battaglie estenuanti“.

Il piccolo Alessandro Maria insieme alla sua mamma. Immagine: Alessandro Maria Montresor/Facebook
Il piccolo Alessandro Maria insieme alla sua mamma. Immagine: Alessandro Maria Montresor/Facebook

La speranza per gli altri bambini

Il post prosegue con un pensiero rivolto ai medici ma sopratutto agli altri bambini malati che ogni giorno affrontano sfide durissime e alle volte non riescono a vincerle: “Credo di essere stato anche un po’ fortunato, ho incontrato medici formidabili, sono stato curato in un centro d’eccellenza, e sono guarito; ma inevitabilmente il mio pensiero va a tutti quei bimbi, meno fortunati di me, che purtroppo non ce l’hanno fatta.

E le mie preghiere rivolte ai loro genitori affinché possano trovare la forza di andare avanti. Il mio non vuole essere un addio, ma un arrivederci, promettendovi che mamma e papà vi terranno aggiornati, anche perché ci sono tanti altri malati, tra cui numerosi bimbi come me, e che meritano parimenti la vostra attenzione ed il vostro aiuto. Non mi stancherò mai di ringraziarvi per l’amore sconfinato della vostra scelta coscienziosa di iscrivervi al registro dei donatori di midollo osseo, che sta donando a tanti altri bambini, e malati, un’altra occasione“.

Il bimbo travestito da leone per carnevale. Immagine: Alessandro Maria Montresor/Facebook
Il bimbo travestito da leone per carnevale. Immagine: Alessandro Maria Montresor/Facebook

Un’esortazione a fare del bene

Il piccolo Alessandro Maria conclude il post con delle parole di esortazione: “Vi prego, non lasciate infrangere questo maremoto sullo scoglio dell’indifferenza, ma sostenete la sua onda d’urto per alimentare le speranze di guarigione di altri malati, molti in età pediatrica come me. Io sono riuscito a compiere due anni perché papà mi ha donato le sue cellule staminali emopoietiche, e mi ha pure raccontato che è stato davvero molto semplice. Poi i medici dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù hanno fatto la magia e mi hanno salvato. Non aspettate, uno di voi potrebbe esser il super eroe di qualcuno bisognoso di aiuto, così come il mio papà lo è stato e lo è per me!!! Non vivete col rimpianto di non averlo fatto, però dall’altro lato non perdete troppo tempo perché non è bello far aspettare i propri gemelli ‘genetici’… e sopratutto non vi tirate indietro qualora abbiate la gioia di essere chiamati a donare!!! Voi siete stati e resterete l’emozione più bella ed indescrivibile della mia vita“. Ma le belle notizie sono due: la prima è ovviamente che il bambino sta meglio e il trapianto ha funzionato; la seconda è che nel giro di pochi mesi, grazie anche alla sua storia, i nuovi donatori di midollo osseo sono aumentati in maniera vertiginosa