Barbara Palombelli

Dal sogno di diventare giornalista al matrimonio con Francesco Rutelli, fino a parlare dei suoi 4 figli. La conduttrice televisiva Barbara Palombelli, padrona di casa di Forum su Rete4, si racconta nell’autobiografia Mai fermarsi.

La necessità di una biografia

Donna dello spettacolo amata, la giornalista ultimamente è stata messa sotto l’occhio di bue del gossip grazie alla partecipazione della figlia Serena, diventata famosa anche grazie alla partecipazione al GF16. La nota conduttrice spiega il bisogno di scrivere una biografia per raccontare al pubblico, ma soprattutto ai suoi figli, chi è e cosa vuol dire essere madre.

Gli esordi

La sua adolescenza, condita dai moti rivoluzionari del 68, è stata segnata dal bisogno di libertà.

Per questi motivi, Barbara Palombelli, su un’intervista rilasciata al Corriere della sera ammette di aver preso ispirazione dalle lotte giovanili di quegli anni. “A 15 anni ho iniziato a lavorare il pomeriggio come segretaria in una scuola di danza” sostiene la conduttrice “ma il mio sogno era l’Europeo: quando ci entrai, mi sentii come a Disneyland”.

Il matrimonio e i figli

Si dichiara una donna ansiosa, questo perché l’ansia è la sua forza motrice. Legata da oltre 30 anni con il politico Francesco Rutelli, i due si sposarono prima con rito civile e poi in chiesa perché lei era incinta del loro primogenito Giorgio.

Dopo, la decisione di adottare bambini in difficoltà. Tra questi Serena e la sorella Giorgia, che all’epoca dell’adozione avevano 10 e 7 anni e che, grazie all’amore dei genitori adottivi, hanno conosciuto il vero significato della parola “famiglia”.

Una vita fatta di lavoro, di soddisfazioni ma anche di difficoltà e anche di calunnie, quella della conduttrice 65enne. La più “famosa” quella ricevuta da alcuni tassisti di Roma che la accusarono di gestire, insieme e Maria De Filippi, i parchimetri della Capitale.

Si definisce una mamma domatrice, perché mette ordine nel caos lasciato da Rutelli che invece è un giocherellone.

Alle figlie, che sognano l’abito bianco, spiega che è prima di tutto importante lottare per le soddisfazioni personali. “Ma loro sono ragazze che lavorano, si mantengono, sono brave, perciò quella cerimonia gliela comprerò”, conclude.

*Immagine in evidenza: pagina Facebook di Barbara Palombelli