giuseppe conte di profilo

I vicepremier del governo giallo-verde non hanno dubbi sull’aumento dell’Iva previsto nel 2019, crescita che tanto Matteo Salvini quanto per Luigi di Maio non avrà luogo di esistere. Diversa invece la posizione del primo ministro, Giuseppe Conte che, piedi a terra, confessa che verrà fatto il possibile affinché ciò non accada ammettendo, tuttavia, la reale e concreta ipotesi del fallimento.

L’Iva aumenterà?

Si continua ancora a parlare di Iva, l’imposta sul valore aggiunto, all’indomani di un giorno particolarmente delicato e che ha visto impegnata la Camera. Proprio nella giornata di ieri infatti, con ben 253 voti contrari e solo 189 favorevoli, la Camera ha bocciato la Tampon Tax, l’emendamento avanzato dal Pd che proponeva di abbassare l’Iva degli assorbenti dall’attuale aliquota ordinaria al 22% – la stessa a cui sono sottoposto i beni di lusso – all’aliquota intermedia al 5%. Ma elevandosi ancora e parlando più generalmente dell’imposta, le parole di Giuseppe Conte smorzano sicuramente l’entusiasmo e la convinzione trapelata dalle parole di Matteo Salvini e Luigi Di Maio.


Conte frena l’entusiasmo: l’aumento non è sfatato

Tanto Salvini quanto Conte hanno presenziato e parlato quest’oggi dal pulpito di Rete Imprese Italia, di fronte ad un’attenta folla di ascoltatori-imprenditori. Entrambi hanno parlato di Iva ma i toni sono diversi. Mentre per Matteo Salvini non è ammessa nemmeno l’eventualità, il pensiero di aumentarla, per Giuseppe Conte esistono fattori reali che potrebbero costringere il governo a farlo.

Mi rifiuto di aumentare l’Iva anche di un solo centesimo – sono le parole di SalviniPrima va riformato il sistema fiscale: bisogna avere coraggio e io non mi rassegno“. Diversa invece la versione di Conte: “Non sarà un’impresa facile ma ribadiamo l’impegno a evitare l’aumento dell’Iva per disinnescare le clausole di salvaguardia previste nell’anno 2020 e 2021“.

L’Iva, attualmente al 22% nella sua aliquota ordinaria, al 10% quella intermedia e al 4% quella sui beni di prima necessità, qualora non si trovassero i 12,4 miliardi per disinnescare le clausole di salvaguardia, aumenterà ancora, anno dopo anno. Si prevede già un ulteriore aumento dal 22% al 24% e dal 10% al 12%, qualora l’iva aumentasse, nel 2020. Un crescendo che potrebbe significare, nel 2021, un’aliquota ordinaria al 25%.

Luigi Di Maio ottimista: “L’iva non aumenta

Giuseppe Conte parla però anche di attivo e attento impegno da parte del governo attraverso soluzioni precise quali un’approfondita spending review – la revisione della spesa pubblica – azione congiunta al potenziamento del sistema che mira a contrastare l’evasione fiscale. “In un Paese in cui ci sono 300 miliardi di euro di evasione fiscale i soldi per disinnescare qualche decina di miliardi di euro di Iva si trovano ha chiosato Luigi Di Maio domenica scorsa durante un comizio a Bari – E li troviamo, soprattutto dai grandi evasori che non sono solo a livello italiano. L’Iva non aumenta, non deve aumentare e non si fanno giochi“.