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Un processo per violenza sessuale ai danni di una bambina di 8 anni si è concluso in un’assoluzione per insufficienza di prove. A quanto pare la violenza risaliva al 2005. Ora la bambina di un tempo è adulta, ma è passato talmente tanto tempo che le indagini sono state molto difficili. Solo nel 2016, infatti, era emerso che la piccola maghrebina poteva aver subito violenze sia in contesto familiare che al di fuori di esso. In famiglia la piccola sarebbe stata violentata da un chino. Qualche tempo prima, aveva subito l’aggressione di un uomo adulto di circa 50 anni.

I racconti a distanza di anni

La violenza in famiglia, dai racconti della bimba ora adulta, si era consumata in un periodo in cui entrambi i genitori si erano dovuti assentare. La madre era infatti dovuta tornare nel Paese d’origine, mentre il padre era via per lavoro. La famiglia risiedeva all’interno della comunità Tamil in Valle di mosso. La piccola, a quel punto, era stata affidata insieme alla sorella a dei parenti e, come riportato in alcune  fonti, in quell’occasione fu violentata dall’uomo adulto.

Poco tempo dopo il cugino 15enne della vittima le avrebbe "estorto" un rapporto sessuale promettendole di sposarla. Ciò sarebbe accaduto nel 2005: nel 2016 gli assistenti sociali sarebbero intervenuti sulla famiglia per via delle denunce delle presunte violenze da parte dell’uomo e sarebbe emerso questo secondo filone d’indagine sul 15enne. Ora, il ragazzo di un tempo (adesso adulto) è stato assolto per insufficienza di prove.

Le parole del padre

la famiglia adesso vive in gran Bretagna anche se il padre è tornato in Italia per il processo. Le sue parole, riportate da La Stampa, sono molto addolorate: "Ho voluto che la denuncia fosse presentata anche dopo tanti anni perché credevo nella giustizia italiana. Oggi non è più così. Questa vicenda ha rovinato la serenità della nostra famiglia e la sentenza ci ha ancora più addolorati. Non smetteremo comunque di cercare la verità, tanta è la nostra rabbia ma nonostante tutto voglio continuare a seguire la strada della legalità".