deborah sciacquatori

Lorenzo Sciacquatori era un violento: picchiava la madre, la moglie e la figlia. Ripetutamente. Ciò che è accaduto ieri mattina a Monterotondo Scalo era semplicemente un copione già visto: l’uomo è rincasato alle 5 del mattino in stato di alterazione dovuto all’alcol ed aveva riversato la sua furia sulla moglie. Così madre e figlia avevano tentato di fuggire, con lui alle calcagna.

Ciò che non aveva previsto, Lorenzo, era la furia di sua figlia Deborah che, per difendere la madre, non ha deciso solo di farle da scudo ma ha attaccato il padre, colpendolo con un pugno in testa all’altezza dell’orecchio. Lei, appassionata di boxe, non ha avuto paura di colpirlo.

Ora, con il passare delle ore, emerge la verità: di quelle violenze quotidiane tutti sapevano tutto ma la famiglia di Deborah, 19 anni, non era riuscita a liberarsi dalle grinfie di quell’uomo. Da anni, avevano smesso anche di denunciare le violenze, in un clima di rassegnazione.

Non è stata una coltellata (come pareva essere nelle prime ore) ad uccidere il 41enne di Monterotondo. Da anni, l’uomo non era altro che il mostro che terrorizzava quella casa: sempre ubriaco, spesso drogato, in casa non si controllava. Le donne vivevano da tempo in un contesto di violenza di cui non parlavano, ma che era noto a tutti: “Lo sapevamo tutti, lo sapeva tutto il quartiere”, dice un compaesano a Repubblica. E aggiunge: “È mai possibile che nessuno abbia fermato il padre prima che succedesse una disgrazia?”.

Ha difeso la madre e la nonna

Deborah, dal canto suo, cercava di mantenere una vita normale: è una studentessa molto diligente, aveva un lavoretto al bar della bocciofila ed ama la boxe. Proprio questo sport le ha permesso di prevalere sul padre, ieri mattina: il pugno che gli ha sferrato gli ha procurato un’emorragia interna che si è rivelata mortale. Subito dopo averlo colpito lei e la madre lo hanno soccorso ed hanno allertato i soccorsi. Alle autorità, Deborah ha spiegato: “L’ho fatto solo per difendere mia madre e mia nonna”.

Francesco Menditto, procuratore di Tivoli, ora vuole provare la strada della legittima difesa. la ragazza dovrà in ogni caso rimanere a disposizione della Procura.