primo piano di Claudio punti l''untore dell'Hiv di Ancona è stato condannato

Era il 14 marzo scorso quando il 36enne Claudio Pinti, di Montecarotto, veniva condannato dal Tribunale di Ancona a 16 anni e 8 mesi di carcere per lesioni gravissime e omicidio volontario. Lui, consapevole di essere sieropositivo da 11 anni, aveva vissuto le sue relazioni omettendo tutto, intrattenendosi con oltre 200 donne senza mai avvertirle esponendole al contagio.

Proprio come è accaduto alla sua ex compagna, anche lei ora affetta da Hiv, e come era accaduto alla sua precedente ex, deceduta nel 2017. La donna che lo ha denunciato e che ha fatto sì che venisse processato, oggi vuole incontrarlo.

Romina Scaloni chiedere di rivedere l’uomo che le ha trasmesso l’Hiv

Lo vuole incontrare lì dove è rinchiuso, nel carcere di Rebibbia, averlo di fronte, poterlo guardare negli occhi e sfogare tutta la rabbia per questi lunghi anni si è portata dentro come il segno indelebile dell’Hiv.

La vita di Romina Scaloni non è più la stessa e sente la necessità di riversare il suo dolore, di racchiuderlo nel breve tempo di uno sfogo di cui deve liberarsi.

Per farlo, ha chiesto di poter rivedere personalmente l’uomo con cui ha convissuto e che per tutti questi anni le ha mentito, trasmettendole l’Hiv coscientemente.

Voglio vederlo in faccia e sfogare tutta la rabbia che ho trattenuto in me. Non lo perdonerò – ha dichiarato Romina Scaloni a Il GiornoMi serve per me come terapia“.

Il “no” del direttore del carcere

La Scaloni ha fatto presente come l’incontro con il suo untore sia necessario per tornare a liberarsi di quanto al momento la affligge. “Non gli dirò che l’ho perdonato – ha ribadito la Scaloni, alla quale, al momento, è stata negata la possibilità di vederlo da parte del direttore del carcere – Mi serve per andare avanti nella mia vita, per superare un passaggio che è rimasto ancora bloccato perché dopo il suo arresto non ho più avuto modo di parlarci di persona.

Ho bisogno di guardarlo in faccia“.

La Scaloni però non demorde e di fronte allo stop del direttore di Rebibbia non si arrende all’idea di continuare a chiedere di poterlo incontrare. Sempre a Il Giorno, ha così concluso la donna: “Spero di sì (ndr. che Pinti accetti di vederla) Conoscendolo credo che lo farà. A meno che non voglia vedermi perché è troppo malato. Spero che l’ultima voce che senta sia la mia“.