auto della polizia

Proseguono le indagini relative al drammatico caso di violenza sessuale di gruppo ai danni di una giovane studentessa avvenuta lo scorso week end presso il locale Factory Club.

Oltre alle fotografie sequestrate ai tre fotografi del locale, dove si spera di individuare i tre che hanno violentato la giovane, gli inquirenti stanno passando a rassegna anche le immagini della telecamera di sorveglianza del locale.

Il Factory Club al momento è chiuso, ed è di ieri la notizia che vede la licenza della discoteca sospesa. Il proprietario del locale si è detto addolorato per quanto accaduto e ha offerto la massima collaboratività con le forze dell’ordine.

Stupro a Roma: licenza sospesa al Factory Club

Il provvedimento è stato preso dal questore di Roma Carmine Esposito; nella giornata di ieri al Factory Club, il locale sito in zona Roma Nord- Ponte Milvio, si è visto notificare la sospensione della licenza.

Il documento è stato presentato al legale che rappresenta il locale e, oltre a richiamare quanto accaduto lo scorso week end, riprenderebbe anche altri episodi avvenuti in passato come “liti, aggressioni, mancato rispetto degli orari di chiusura e numerosi problemi causati dalla somministrazione incontrollata di bevande alcoliche”, si legge su Ansa.

Non è la prima volta che la licenza del locale viene sospesa, un altro episodio risale all’aprile scorso. Pare inoltre che siano state riscontate irregolarità anche con gli addetti alla sicurezza.

La decisione di non aprire comunque questo week end

Con un breve post sulla pagina Facebook ufficiale del locale, pubblicato lo scorso 23 maggio, il Factory Club ha annunciato che nel week end del 25 e 26 maggio non avrebbe aperto in ogni caso come segno di rispetto nei confronti della vittima e di quanto accaduto.

Crediamo fortemente nelle forze dell’ordine e siamo convinti che con il loro lavoro faranno chiarezza quanto prima su questa vicenda“, si legge.

Al vaglio le immagini delle telecamere di sorveglianza

Oltre alle fotografie della serata, sequestrate ai fotografi ufficiali del locale, gli inquirenti stanno passando al vaglio anche tutte le immagini della telecamera di sorveglianza posta all’ingresso del Factory Club, dove sono stati ripresi tutti i presenti nel locale sia in entrata sia in uscita, in una fascia oraria che va dalla mezzanotte alle 3.30 del mattino.

Nel mirino degli inquirenti il primo ragazzo che ha approcciato la giovane studentessa, il ragazzo biondo dai capelli ricciolini davanti e corti sui lati, che indossava una camicia dai colori chiari, forse azzurra o bianca.

I due hanno passato insieme diversi minuti, ballando e scambiandosi anche un bacio sulla pista prima di allontanarsi insieme verso la zona esterna del locale dove poi la ragazza è stata brutalmente violentata dal gruppo. Testimoni del primo approccio alla giovane, oltre al gruppo di amici con lui lei si trovava, anche un barman.

Le parole del gestore del locale

Secondo quanto si legge su Il Messaggero, il gestore del locale Angelo Di Agostino si è detto profondamente addolorato per quanto accaduto, “Ho una figlia di 19 anni e siamo addolorati per quanto avvenuto, speriamo che li prendano al più presto”.

Sia Di Agostino sia altri del locale, un operatore di sicurezza, il direttore, e un operaio sono stati ore in questura a rilasciare le deposizioni. “Abbiamo cercato di fornire tutti gli elementi in nostro possesso per collaboratori alle indagini – racconta Di Agostino al Messaggero – anche se questo non ha impedito che ci venisse revocata la licenza”.

In passato il gestore aveva fatto richiesta, come lui stesso racconta, al sindacato dei gestori dei locali da ballo, “che il protocollo di sicurezza siglato tra Questura e le discoteche dell’Eur per aiutare anche noi imprenditori a prevenire e fronteggiare gravi problematiche fosse esteso a tutti, quindi anche a noi. Purtroppo non c’è stato il tempo”. Le indagini proseguono, tante le persone sentite e preso gli inquirenti ascolteranno di nuovo la giovane vittima.