rosa maria dellaria prof sospesa a palermo

Rosa Maria Dell’Aria, la docente sospesa a Palermo per un video realizzato dai suoi studenti in cui si faceva un parallelismo tra le leggi razziali del ventennio fascista e il decreto sicurezza, stamattina è tornata in classe. Purtroppo, la professoressa ha dovuto scontare per intero la sua sospensione con conseguente dimezzamento dello stipendio, i ministri Matteo Salvini e Marco Bussetti sembrerebbero dunque aver disatteso la promessa del ritiro del provvedimento disciplinare contro di lei che aveva annunciato giovedì scorso, durante un incontro avvenuto in Prefettura con la professoressa e il ministro dell’istruzione Marco Bussetti.

La prof torna tra gli studenti

Ad accogliere stamattina Rosa Maria Dell’Aria c’erano i suoi studenti dell’istituto tecnico Vittorio Emanuele III di Palermo che l’hanno salutata con un applauso, poi l’hanno omaggiata con una pergamena e un mazzo di rose rosse, una per ogni giorno di sospensione.

La docente ha scontato per intero la sospensione per omessa vigilanza sugli studenti, un provvedimento disciplinare emesso per un video girato dai suoi alunni 14enni in cui in occasione della Giornata della Memoria del 27 gennaio, il decreto sicurezza veniva accostato alle leggi razziali del regime fascista.

Rosa Maria Dell’Aria ha così commentato ai giornalisti il suo rientro tra i banchi di scuola: “Sono contentissima, felice di ritornare a scuola dai miei ragazzi“.

Come riporta Il Giornale di Sicilia, la professoressa non si è espressa ulteriormente sulla sua sospensione: “Dico soltanto che ritorno per insegnare ai ragazzi a pensare, ad essere onesti, rispettosi delle istituzioni delle leggi. Ma anche a non essere indifferenti e a prendersi cura dell’altro. E dirò loro di continuare il nostro lavoro, e di riflettere ed essere consapevoli di ciò che accade attorno a noi“.

La promessa disattesa dei ministri Salvini e Bussetti

Giovedì scorso, durante un incontro tenutosi presso la prefettura di Palermo tra il ministro dell’interno Matteo Salvini, il ministro dell’istruzione Marco Bussetti e la docente Rosa Maria Dell’Aria, entrambi avevano promesso alla docente che il provvedimento disciplinare contro di lei sarebbe stato sospeso e che sarebbe subito rientrata a scuola recuperando anche lo stipendio che, durante i 15 giorni di sospensione, è stato dimezzato. Il vicepremier Matteo Salvini aveva detto: “Il provvedimento punitivo sarà rivisto, la professoressa tornerà subito in classe e con lo stipendi“.

L’Anief (l’Associazione Nazionale Insegnanti e Formatori), ieri, tuonava contro la promessa disattesa dai due ministri chiedendo che riferiscano in Parlamento sul caso e sottolinenando come alle parole non siano seguiti i fatti: “È incredibile che una docente venga sospesa per due settimane senza che a Roma nessuno ne sapesse nulla. E poi, sull’onda dell’indignazione della scuola e dell’opinione pubblica, caso strano a pochi giorni dal voto per il rinnovo del Parlamento europeo, si annunci l’intenzione di rimediare all’errore da chi sosteneva di non averne i poteri. Ma poi non si fa nulla per dare seguito a tale impegno“.

L’avvocato Alessandro Luna, figlio della docente Rosa Maria Dell’Aria, ha annunciato che verrà presentato ricorso contro il provvedimento disciplinare al Tribunale del lavoro di Palermo.

AGGIORNAMENTO DELL’1/6/2019 – Un incontro tra i legali di Rosa Maria Dell’Aria e i dirigenti del ministero dell’istruzione potrebbe mettere un punto definitivo alla sospensione della docente dell’istituto tecnico Vittorio Emanuele III di Palermo. Al termine dell’incontro svoltosi ieri i legali hanno dichiarato: “Abbiamo individuato la soluzione per chiudere la vicenda senza presentare il ricorso al tribunale di Palermo: una dichiarazione di illegittimità della sanzione che fa venir meno gli effetti giuridici della sanzione stessa“.

Nei prossimi giorni ci sarà un incontro per la formulare il documento atto allo scopo. All’incontro tra i legali della professoressa erano presenti Carmela Palumbo, a capo del dipartimento per il sistema educativo del Miur, e Maurizio Borgo, il capo dell’ufficio legislativo.

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