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La decisione che tutti attendevano da questa mattina è arrivata. Luigi Di Maio ha rimesso il suo mandato nelle mani degli iscritti di Rousseau che quindi saranno chiamati a votare la fiducia al capo politico del MoVimento 5 stelle.

L’annuncio di Di Maio

L’annuncio è arrivato tramite il profilo Facebook ufficiale di Luigi Di Maio: “Chiedo di mettere al voto degli iscritti su Rousseau il mio ruolo di capo politico, perché è giusto che siate voi ad esprimervi. Gli unici a cui devo rendere conto del mio operato“.

Gli attacchi dei dissidenti dopo il voto delle europee che ha segnato la sconfitta del MoVimento si sono fatti sempre più difficili da schivare: “Nelle ultime quarantotto ore hanno detto di tutto contro di me.

Dichiarazioni di ogni tipo da ogni parte. Ho letto anche i vostri tantissimi messaggi. Alcuni di incoraggiamento, altri che mi hanno fatto riflettere. E di questo vi ringrazio“.

E poi conclude: “La vita, per ognuno di noi, è fatta di diritti e doveri. Non scappa nessuno. Non mi sono mai sottratto ad alcuna responsabilità, in questi anni ci ho sempre messo sempre la faccia.


Prima di ogni altra decisione, oggi ho anche io il diritto di sapere cosa ne pensate voi del mio operato. Voglio sentire la voce dei cittadini che mi hanno eletto capo politico qualche anno fa. Quindi a voi la parola
“.

Paragone consegna le sue dimissioni

L’attacco più duro nelle scorse ore era arrivato da Gianluigi Paragone, che sulle pagine del Corriere aveva attaccato il capo politico del MoVimento: “Se vuoi fare Superman devi dimostrare di esserlo“. Sono in molti a sottolineare che Di Maio dovrebbe almeno rinunciare a una delle sue cariche: “A 32 anni non puoi fare il capo della prima forza del Paese, il vicepremier, il ministro dello Sviluppo economico e il ministro del Lavoro“.

Dopo il mare di polemiche Paragone ha annunciato di voler consegnare le proprie dimissioni da parlamentare a Luigi Di Maio. Nel corso della trasmissione Tre Agorà, ha detto: “Di Maio è ancora il mio leader di riferimento, proprio per questo consegnerò a lui le mie dimissioni da parlamentare e deciderà lui cosa fare. Dimissioni dal Parlamento perché per me non c’è alternativa al Movimento 5 stelle.

Cambio idea solo se resta un rapporto di fiducia“.