Enna, sospesa maestra di asilo schiaffeggiava bimbi di 5 e 6 anni

L’ennesimo caso di presunti maltrattamenti su minori in un asilo arriva da Enna. Una maestra di 60 anni è stata sospesa dall’insegnamento per due mesi. La notizia giunge a seguito dell’approvazione, avvenuta ieri, dell’emendamento al decreto sblocca-cantieri che prevede l’obbligo di installazione all’interno di case di riposo e asili di telecamere di video sorveglianza. Disposizione fortemente voluta dal ministro Salvini. 

I maltrattamenti nei confronti di bimbi di 5 e 6 anni

Solo pochi mesi fa a Lamezia Terme erano state arrestate una maestra e una bidella di un asilo per violenze perpetuate ai danni dei bambini.

Adesso, l’ennesima notizia di maltrattamenti su minori giunge da una provincia siciliana, Enna. Una donna di 60 anni, in servizio in un asilo pubblico di Nicosia, è stata sospesa dall’insegnamento per due mesi. Spinte, schiaffi e maltrattamenti di vario genere nei confronti di bimbi di 5 e 6 anni sono stati documentati dai carabinieri che hanno seguito le indagini. Non solo. La maestra era solita afferrare i piccoli con violenza e strattonarli. Li prendeva per le braccia o per la testa e li trascinava ai loro posti.

In altre occasioni li avrebbe scaraventati a terra o contro i mobili della classe. 

Maltrattamenti sui bambini in un asilo di Nicosia. Immagine: Ansa
Maltrattamenti sui bambini in un asilo di Nicosia. Immagine: Ansa

Tutte le vessazioni subite dai bimbi sono state comprovate dai carabinieri, comprese urla, rimproveri immotivati e botte da parte della maestra. 

Maltrattamenti su minori. Immagine di repertorio
Maltrattamenti su minori. Immagine di repertorio

La denuncia e le indagini

Le indagini degli uomini dell’Arma di Nicosia sono scattate nel marzo scorso a seguito di alcune segnalazioni da parte dei genitori. I quali lamentavano una presunta condotta anomala da parte dell’insegnante.

Le loro preoccupazioni erano date dal fatto che alcuni bambini non volevano più frequentare l’asilo e avevano timore della 60enne. Così, i carabinieri hanno verificato quanto accadeva, e, una volta raccolte tutte le prove, hanno notificato il provvedimento alla donna. Oggi è arrivata la misura cautelare disposta dalla magistratura.