pamela mastropietro uccisa a coltellate

Innocent Oseghale è stato condannato all’ergastolo a per l’omicidio e l’occultamento del cadavere di Pamela Matropietro, con l’aggravante della violenza sessuale. In aula, ad ascoltare la sentenza, era presente la famiglia della ragazza. Fuori dall’aula si era raccolta la comunità di Macerata, che dal giorno del delitto era stata molto vicina alla famiglia.

Uccisa e fatta a pezzi a 18 anni

Si conclude oggi il primo grado di processo per uno degli omicidi che ha sconvolto maggiormente l’opinione pubblica degli ultimi anni. Pamela Mastropietro aveva solo 18 anni quando è stata uccisa.

Il suo cadavere è stato fatto a pezzi e infilato in due valigie, poi caricate su un taxi e successivamente abbandonate nella periferia di Macerata.

La sua morte avrebbe scatenato, pochi giorni dopo, il tentativo di strage perpetrata da Luca Traini, attualmente detenuto, che aprì il fuoco contro le persone di colore nel centro della città per una sorta di malata vendetta.

pamela mastropietro
Pamela Mastropietro

Prima del giorno della sentenza, la mamma di Pamela Mastropietro ha detto: “Pamela era una di noi, poteva essere la figlia, la nipote, l’amica di ciascuno.

Non era una ragazza allo sbando, una tossica o una delinquente”.

Cadavere vilipeso e messo in due trolley

Le indagini e le analisi sul corpo di Pamela (ridotto in pezzi, lavato dal sangue privato di alcuni organi tra cui l’apparato genitale) sono durate molto a lungo. I medici legali che hanno lavorato sul cadavere di Pamela sono riusciti a concludere che la giovane sarebbe morta non per overdose (benché avesse assunto droga prima della morte) bensì per le coltellate infertegli all’addome quando era ancora cosciente.

Innocent Oseghale si è sempre dichiarato innocente per l’accusa di violenza sessuale e omicidio e, nelle scorse settimane, la difesa aveva chiesto per lui l’assoluzione da queste due accuse, chiedendo che rimanesse in piedi solo quella di vilipendio e occultamento di cadavere.