muso ambulanza

Potrebbe essere stata la sindrome della morte improvvisa del lattante, più conosciuta semplicemente anche come “morte in culla” ad aver ucciso il piccolo Mattia, il bimbo di 10 mesi che ieri è morto all’interno di un asilo nido dell’Appio, a Roma. La disperazione delle educatrici raccolto da Il Messaggero: “Non ce la faccio a parlarne ancora, è un dolore troppo grande“.

Mattia, morto a 10 mesi nella culla dell’asilo

Non riescono a capacitarsi per cosa possa essere accaduto al piccolo Mattia, il bimbo di 10 mesi che si trova tuttora tra le mani dei medici all’istituto di Medicina legale dell’Università la Sapienza, ove è in corso sul suo corpo l’autopsia.

Il dolore delle maestre è un lamento disperato ed è faticoso per loro parlare, raccontare gli ultimi attimi di vita del piccolo Mattia. Il Messaggero, ha raccolto lo sfogo della responsabile delle educatrici, intercettata poco fuori dalla stazione Tuscolana dei Carabinieri ove insieme alle altre maestre è stata ascoltata.

Si agitava in modo strano

Dopo l’ingresso in classe abbiamo fatto fare merenda ai piccoli – racconta la responsabile, tra le prime persone a soccorrere il piccolo Mattia – Il bimbo ha mangiato un omogeneizzato alla pera.

Poi con le altre educatrici abbiamo tenuto impegnati i bambini nei laboratori“.

Nulla di diverso dal solito e il piccolo Mattia non aveva manifestato alcun malessere, poi la tragedia poco prima del pranzo e dopo il solito riposino: “All’ora del risveglio, quando sono andata a controllare, ho visto che il piccolo aveva ancora gli occhi chiusi ma si agitava in modo strano“.

Sindrome della morte in culla

Le condizioni del piccolo avevano fatto allarmare immediatamente l’educatrice che ha provato a prenderlo dapprima in braccio spiegando come: “è diventato improvvisamente cianotico” subito dopo.

L’intervento dei soccorritori è stato immediato e il piccolo Mattia è stato subito intubato perché non respirava ma per lui purtroppo non c’è stato nulla da fare.

È un dolore quello delle educatrici che va ad unirsi a quello dei genitori, straziati dall’improvvisa morte del loro piccolo. Sarà solamente l’autopsia a portare a galla la verità su quanto accaduto a Mattia anche se al momento, nonostante sia stata aperta un’indagine da prassi, la morte del piccolo sembra sia da ricondurre a cause naturali.