Forme di Parmigiano Reggiano

Affare fatto, almeno per la Francia, che si prende un’importante ‘fetta’ d’Italia con l’acquisizione del massimo produttore di Parmigiano Reggiano da parte del colosso d’oltralpe Lactalis. Il gruppo francese, che aveva già in seno marchi storici del Belpaese come Galbani, Parmalat, Locatelli e Invernizzi, ha messo a segno un altro colpo che porterà all’estero la proprietà di uno dei leader nella distribuzione di formaggi italiani Dop: la Nuova Castelli. L’accordo è stato siglato pochi giorni fa, al termine di una trattativa che si è chiusa con un impegno di 300 milioni di euro per portare a termine l’operazione.

E anche il nostro Parmigiano ‘diventa’ straniero.

Lactalis si prende anche Nuova Castelli

Dopo i colossi Galbani, Parmalat, Locatelli e Invernizzi, anche per la Nuova Castelli è tempo di una clamorosa trasferta del made in Italy. Una virata tutta tricolore, ma francese.

Sì, perché la società di Reggio Emilia, leader nella distribuzione di formaggi Dop a produzione italiana e nell’esportazione del Parmigiano Reggiano, passa in mano alla Lactalis, gruppo che ne ha acquisito l’intero capitale sociale per 300 milioni.

Nelle more della sottoscrizione dell’accordo non sono mancate aspre polemiche ma, nonostante la levata di scudi, la trattativa si è conclusa con un’intesa.

Lo stesso ministro dell’Agricoltura, Gian Marco Centinaio, si era detto pronto a mettere in campo ogni sforzo per impedire “l’assalto delle multinazionali straniere“.

L’acquisizione scatena la bagarre

Lactalis ha acquisito l’intero capitale sociale di Nuova Castelli, per l’80% era di Chartherhouse Capital Partner (fondo di investimento britannico). Il colosso francese si aggiudica così una realtà industriale di punta della nostra nazione, con un importante peso nel settore alimentare.

L’operazione comporta l’acquisizione di un’azienda con 16 sedi produttive (13 in Italia e 3 all’estero) e un fatturato annuo che, per il 2018, si sarebbe attestato intorno ai 460 milioni di euro.

Tra i prodotti di spicco nell’export, di cui Nuova Castelli è tra i leader indiscussi, figurano parmigiano, gorgonzola e mozzarella di bufala campana.

Mentre monta l’allarme di alcune categorie dell’industria italiana, il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, ha fissato uno dei nodi centrali della questione: “Cambia la proprietà ma rimane sempre straniera. Questo ci sollecita ad aggregare meglio il nostro sistema per avere investitori italiani più competitivi“.

Il nodo gordiano resta quello dell’approccio degli investitori italiani: Lactalis ha potuto portare a casa l’accordo anche per l’assenza di una contropartita che potesse provare a trattenere (anzi, riportare) la proprietà in Italia. Tra le voci sulla vicenda, quella del segretario generale Flai Cgil, Giovanni Mininni, che auspica la tutela dei livelli occupazionali e del buon nome dei prodotti.

Da Forza Italia l’attacco a Luigi Di Maio: “Ha fallito“, sostiene la deputata emiliana Benedetta Fiorini. È un duro affondo anche quello di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, che via Facebook ha fatto sapere la sua: “Continua la guerra economica della Francia per depredare l’Italia“.

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Il post di Giorgia Meloni su Facebook