Ilva Taranto

Da anni a Taranto si combatte una guerra che non fa rumore. I suoi abitanti sono stanchi di ammalarsi, di vedere morire i loro figli, di respirare aria tossica. Uno studio dell’Istituto superiore di sanità ha reso noto che tra il 2002 e il 2015 seicento bambini sono nati con malformazioni. Le cause sono legate sempre all’inquinamento della tanto discussa fabbrica dell’Ilva. 

Lo studio

Il dato contenuto nel Rapporto di valutazione del danno sanitario dello stabilimento ArcelorMittal Italia Spa di Taranto, il colosso industriale di cui fa parte l’Ilva, è davvero preoccupante.

Tra il 2002 e il 2015, a nella città pugliese, seicento bambini sono nati con malformazioni congenite: “I nati da madri residenti nel periodo 2002-2015 sono stati 25.853; nello stesso periodo sono stati osservati 600 casi con Malformazione Congenita (MC), con una prevalenza superiore all’atteso calcolato su base regionale“, si legge nel Rapporto. La sezione sulle malformazioni si conclude con queste parole: “Sono risultate superiori al numero di casi attesi le MC del sistema nervoso e degli arti. L’eccesso del 24% osservato per le MC dell’apparato urinario è ai limiti della significatività statistica“.

Lo studio dell’Istituto superiore di sanità implica, perciò, che a Taranto la popolazione continua ad ammalarsi a causa dell’inquinamento. 

Manifestazione di protesta a Taranto. Immagine: Alessandro Marescotti/Facebook
Manifestazione di protesta a Taranto. Immagine: Alessandro Marescotti/Facebook

La denuncia

Ciò che ha fatto scattare ancor più l’allarme è che il Rapporto doveva essere presentato e discusso dall’attuale governo a maggio. Le informazioni sono disponibili sul sito del ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare, ma nessuno ne ha parlato.

La denuncia arriva da Angelo Bonelli, coordinatore nazionale dell’esecutivo dei Verdi. Qualche ora fa Bonelli, in un lungo post su Facebook, del quale vengono qui riportati solo alcuni stralci, ha scritto: “La notizia che non fa notizia: 600 bambini nati con malformazioni congenite.

È la storia che si ripete e come accaduto nel 2012 non si rendono pubblici i dati dell’indagine epidemiologica Sentieri dell’Istituto superiore di Sanità su Taranto che analizza fino all’anno 2018“.

E ancora: “Il governo nazionale ha deciso di non presentare nel mese di maggio scorso l’indagine epidemiologica rinviando la presentazione al mese di luglio ovvero dopo le elezioni europee“, scrive Bonelli, che continua “l’attuale governo pentastellato sta facendo esattamente la stessa cosa che fece il governo con ministro dell’ambiente Clini quando attese sei mesi prima di presentare l’indagine aspettando la forma dell’autorizzazione aberrante all’Ilva“.

Angelo Bonelli, coordinatore nazionale dell’esecutivo dei Verdi. Immagine: Angelo Bonelli/Facebook
Angelo Bonelli, coordinatore nazionale dell’esecutivo dei Verdi. Immagine: Angelo Bonelli/Facebook

Bonelli conclude il post con dei quesiti e una riflessione: “Perché 600 bambini nati malformati non diventano una notizia? Perché i ministri dell’Ambiente, della Salute, e dello Sviluppo economico Costa, Grillo e Di Maio non hanno reso pubblica questa notizia, perché hanno rinviato la presentazione dell’indagine epidemiologica? Se ci trovassimo in un atro paese europeo questo sarebbe uno scandalo che porterebbe alle dimissioni di membri del governo e non solo“.

 

Nube di fumo sull'Ilva. Immagine: Alessandro Marescotti/Facebook
Nube di fumo sull’Ilva. Immagine: Alessandro Marescotti/Facebook

Più voci che denunciano quanto sta accadendo

Ancora prima del coordinatore dei Verdi, Alessandro Marescotti, presidente dell’associazione Peacelink, aveva gridato forte la propria indignazione per quanto sta accadendo. Su Facebook Marescotti ha pubblicato diversi post e articoli sull’argomento. “MORTI E MALATI DI TARANTO? DOPO LE EUROPEE E DOPO L’INCONTRO DEL 24 GIUGNO CON DI MAIO“, ha scritto il presidente di Peacelink. Il quale si è scagliato contro il governo pentastellato: “Il ‘governo del cambiamento’ non rende noti i morti e i malati di Taranto prima delle elezioni europee.

E posticipa al 4 luglio la presentazione dei dati che erano pronti già da maggio!“. “Il 24 giugno avremo un incontro con Di Maio e non ci potremo avvalere dei nuovi dati dello studio Sentieri. Lo chiamano governo del cambiamento. Ma il ministro Giulia Grillo è in perfetta continuità con il governo Monti che tenne nel cassetto i dati dello Studio Sentieri“, scriveva il 29 maggio Marescotti.