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Sabato la notizia che Marco Carta era stato fermato nella serata di venerdì alla Rinascente di Milano con delle magliette non pagate. Sabato la situazione sembra ribaltarsi e il giudice Stefano Caramellino non convalida i domiciliari, c’è da sottolineare che il cantante resta indagato per furto aggravato in concorso, e che il prossimo settembre dovrà affrontare il processo.

Cosa è accaduto alla Rinascente

I protagonisti di questa storia sono Marco Carta e una donna di 53 anni, Fabiana Muscas, che era con lui alla Rinascente lo scorso venerdì. Quando gli allarmi scattano è nella sua borsa che gli uomini della sorveglianza recuperano sei maglie da uomo Neil Barrett del valore di 1.200 euro.

Ai capi sono state rimosse le placche antitaccheggio ma non il sistema di allarme più piccolo composto da una placca adesiva.

La situazione per Marco Carta appare subito grave, ma grazie alla testimonianza in aula della donna fermata con lui le cose prendono un’altra piega: “Ho preso io le magliette e le ho infilate nella borsa“, avrebbe detto in udienza la donna, come riporta Repubblica. Uscendo dall’aula Marco Carta prende immediatamente le distanze: “Non sono stato io a rubare“, spiega.

Il giudice, infatti, ha deciso di convalidare l’arresto solo per la donna: “Non mi sono accorto che avevamo con noi degli articoli non pagati“. E ancora: “Per fortuna è andato tutto bene, è stato chiarito quello che è successo. Le magliette non le ho io, e il giudice ha capito. Sono un po’ scosso, per fortuna ora vado a casa“. L’avvocato del cantante, Simone Ciro Giordano, spiega: “È stato liberato da qualsiasi addebito, il fatto è attribuibile ad altri soggetti.

Marco è felicissimo“.

La testimonianza dell’addetto alla sicurezza

Il Giorno ha potuto consultare gli atti d’indagine e ha riportato la versione dell’addetto della sicurezza della Rinascente. L’uomo avrebbe cominciato ad insospettirsi vedendo due persone guardarsi spesso intorno. “Vedevo entrambi i soggetti prelevare delle maglie al primo piano e con le stesse salire con le scale mobili fino al terzo piano; fatto ciò, li vedevo entrare nei camerini di prova dove rimanevano svariati minuti. In questa fase, la donna restava fuori e passava le maglie al ragazzo che si trovava all’interno.

Finito di passare tutte le maglie, la donna dava la propria borsa personale al ragazzo, che poco dopo usciva dai camerini. Entrambi usciti dai camerini, notavo che in mano non avevano più le maglie prelevate“, riporta Il Giorno. Ad un certo punto racconta di averli visti andare verso il bagno. Marco compra ancora due costumi e poi si dirigono verso l’uscita dove scatta tutto. Alla fine le placche antitaccheggio sarebbero state rinvenute nel bagno.